Borgo di Casola Valsenio (RA)
Il paese delle erbe e dei frutti dimenticati
Casola Valsenio (RA)
Raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici
Stazione dei treni vicina: CASTELBOLOGNESE (24 km). Da qui pullman della cooperativa trasporti di Riolo Terme in direzione di Casola Valsenio. Collegamenti anche da Imola e Faenza.
In ogni stagione dell’anno e in particolare in occasione degli eventi organizzati nel borgo. Consulta la sezione IN EVIDENZA.
Proloco
Via Roma 48/a
T: 0546 73033
E: proloco.casolavalsenio@gmail.com
Noto come il “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati”, questo piccolo borgo, nella Valle del fiume Senio, è strettamente legato alle erbe officinali e alla lavanda. Immerso in un contesto naturale suggestivo e ricco di storia, ha fatto del proprio isolamento un valore apprezzato dai suoi abitanti ma anche dai suoi visitatori
Incastonato tra le dolci colline della cosiddetta Romagna-Toscana, il borgo di Casola Valsenio è attraversato dal magnifico Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Proprio qui è stato realizzato uno dei giardini botanici più grandi d’Europa, il Giardino delle Erbe Augusto Rinaldi Ceroni, che vanta oltre 450 specie di piante officinali. La fioritura lilla della Strada della Lavanda e la Strada dei Frutti Dimenticati con antiche e rare piante da frutto ne consacrano la vocazione per le erbe officinali, tale da poter essere anche denominata “La piccola Provenza italiana”.
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Borgo di Casola Valsenio (RA)
Raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici
Stazione dei treni vicina: CASTELBOLOGNESE (24 km). Da qui pullman della cooperativa trasporti di Riolo Terme in direzione di Casola Valsenio. Collegamenti anche da Imola e Faenza.
In ogni stagione dell’anno e in particolare in occasione degli eventi organizzati nel borgo. Consulta la sezione IN EVIDENZA.
Proloco
Via Roma 48/a
T: 0546 73033
E: proloco.casolavalsenio@gmail.com
Noto come il “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati”, questo piccolo borgo, nella Valle del fiume Senio, è strettamente legato alle erbe officinali e alla lavanda. Immerso in un contesto naturale suggestivo e ricco di storia, ha fatto del proprio isolamento un valore apprezzato dai suoi abitanti ma anche dai suoi visitatori
Incastonato tra le dolci colline della cosiddetta Romagna-Toscana, il borgo di Casola Valsenio è attraversato dal magnifico Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Proprio qui è stato realizzato uno dei giardini botanici più grandi d’Europa, il Giardino delle Erbe Augusto Rinaldi Ceroni, che vanta oltre 450 specie di piante officinali. La fioritura lilla della Strada della Lavanda e la Strada dei Frutti Dimenticati con antiche e rare piante da frutto ne consacrano la vocazione per le erbe officinali, tale da poter essere anche denominata “La piccola Provenza italiana”.
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Scopri & Vivi
COSA VEDERE A CASOLA VALSENIO
Prima di giungere al centro del paese si consiglia di visitare i seguenti luoghi.
ABBAZIA DI VALSENIO
Originariamente un monastero, fu fondata da una quindicina di monaci benedettini attorno all’anno Mille, a cui si deve una grande opera di bonifica dei terreni e lo sviluppo della coltivazione, in particolare del castagno e dell’ulivo. La chiesa, nel tipico stile delle principali chiese romaniche, è l’edificio più antico di tutta la valle del Senio e vanta un importante interesse storico.
Situata in una zona strategica della valle, vantava ampi possedimenti e diverse chiese erano sotto la sua sfera. L’Abbazia forniva inoltre assistenza religiosa e istruzione scolastica, oltre ad avere una farmacia/erboristeria.
Nel 2009 è stata oggetto di un intervento di recupero dell’aspetto originario, in cui sono venuti alla luce elementi di epoche ancor più antiche, tra essi il pavimento (su tre diversi livelli) e le fondazioni di due colonne. Durante successive opere di scavo nel 2011 è stata rinvenuta la cripta originaria, del VII secolo, in parte la scala di accesso e l’antico frantoio in marmo rosso di Verona. Sul lato destro presenta un bel chiostro di ampie dimensioni con al centro un pozzo di acqua fresca.
(Aperta da maggio a ottobre la domenica dalle 16.30 alle 18 con possibilità di visite guidate)
IL CARDELLO
Poco prima di entrare in paese s’incontra il “Cardello”, l’antica foresteria dell’Abbazia benedettina di Valsenio, trasformata nella seconda metà dell’Ottocento in una tipica dimora signorile romagnola, attorniata da un magnifico parco di piante secolari. È qui che ha vissuto per parecchi anni Alfredo Oriani (1852-1909), poeta e scrittore, per cui oggi l’abitazione è stata adibita a casa-museo ed è monumento nazionale.
La parte esterna dell’edificio è stata ristruttura in stile neoromanico in epoca mussoliniana e l’attuale assetto è frutto di un’ingente ristrutturazione, non sempre fedele dell’originale. Di particolare bellezza e suggestione è il parco con quasi tremila piante che circonda la residenza, in cui sono sepolte le spoglie dello scrittore in un mausoleo ornato da stemmi delle città italiana, omaggio alla sua memoria.
L’interno rappresenta perfettamente il gusto dell’epoca e conserva intatte le varie camere, tra cui il piccolo studio e la biblioteca con parte di 600 libri antichi, e la stanza da letto. Il sottotetto ospita attrezzi agricoli e la famosa bicicletta del 1894 con cui Oriani, ritenuto padre del cicloturismo, percorse nel 1897 circa 1000 km tra Romagna e Toscana e che fu d’ispirazione per una delle sue opere più apprezzate “La Bicicletta”.
Grazie a una piacevole e interessante visita guidata, è possibile scoprire la vita e la storia indubbiamente affascinanti di Alfredo Oriani, spesso soprannominato “il matto del paese”.
Abitato da diverse famiglie dopo l’abbandono da parte dei monaci benedettini di questa antica foresteria, il Cardello diverrà la dimora stabile della famiglia Oriani, che per mostrare maggiore autorevolezza, creano un proprio stemma: la luna con le tre stelle, simbolo già presente nell’abitazione, forse di origine benedettina, a cui aggiungono l’albero (ossia il cipresso secolare davanti alla tenuta) e il leone rampante (del casato dei Manfredi di Faenza) e il motto “nulla cedit” (non mi piego per niente).
Una chicca del Cardello è la cantina sotterranea in cui sono ancora conservate le botti di vino, appositamente create in loco viste le loro grosse dimensioni. Qui si è trovata anche una bottiglia di liquore di Alberobello, per cui si pensa che siano avvenuti scambi commerciali con la Puglia. Nel suo studio, particolarmente suggestivo, è presente un ritratto su cui vi sono quattro fori di sparo, forse ad opera di partigiani che ne disprezzavano il ruolo, suo malgrado, nel fascismo. È inoltre presente una biblioteca con diversi volumi, saggi, testi vari e romanzi in francese. Si ritiene che Oriani avesse un carteggio con Dumas. Molte delle opere sono state trasferite alla Fondazione di Ravenna.
Oriani non si sposa ma avrà una relazione clandestina con la serva, da cui nascerà il figlio Ugo, che sposa Luisa Pifferi. Alla sua morte sarà proprio Luisa l’unica erede, che lascerà tutto alla Fondazione Oriani di Ravenna per stimolare l’interesse nei confronti della figura di Alfredo.
Alfredo Oriani racconta nelle proprie opere, che siano romanzi, saggi o articoli, la società italiana tra fine Ottocento e inizi Novecento, riuscendo a delinearne con un’analisi attenta e profonda le crisi che la colpiscono, in ambito politico e culturale. Sarà quindi una figura rappresentativa del proprio tempo.
IL GIARDINO DELLE ERBE “AUGUSTO RINALDI CERONI”
VISITA AL CENTRO STORICO
PIAZZA SASDELLI
È la piazza più antica del paese, circondata da edifici con antichi portici, che nell’Ottocento ospitavano il mercato della seta. Un tempo era anche chiamata “piazza dei Ceronesi”, dal nome della famiglia che governava Casola Valsenio. In estate ospita rassegne teatrali come “Casola è una Favola”, il mercatino delle erbe e le principali iniziative casolane.
VIA MATTEOTTI
Da Piazza Sasdelli si dirama questa antica strada, che un tempo ospitava locande, botteghe, osterie. Percorrendola si giunge alla Torre Civica e al “muraglione”, da cui si può godere una suggestiva vista sul fiume Senio.
TORRE CIVICA (o DELL’OROLOGIO)
Attraverso via Matteotti si passa vicino a questa torre. Originariamente campanile della chiesa di Santa Lucia, fu eretta tra il XIV e il XV secolo e appartenne ai Domenicani. Il suo orologio venne posto nel 1560 affinché i cittadini non vivessero “a benefizio di natura”.
CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
È la chiesa principale del paese, posta sulla riva sinistra del fiume Senio. Fu costruita grazie ai frati Domenicani nel XVI secolo. Di particolare pregio sono gli stucchi al suo interno. È inoltre presente un organo proveniente da una chiesa metodista del Galles, in sostituzione di un antico organo ceduto dopo varie peripezie all’Oratorio della SS. Annunziata di Rubiera.
CHIESA DI SOPRA
Risalante al Duecento, domina dall’alto il paese. Della chiesa restano però solo alcuni ruderi, parti di muro, e il campanile a vela con la piccola campana che suona ancora oggi.
TORRE DEL GALBETTO
Posta al centro del paese e costruita da Antonio del Galbetto, la Torre è originaria del borgo medievale ed è ciò che rimane della cosiddetta “Purtaza” o porta di accesso al paese. Oggi residenza privata, non è visitabile.
PIAZZA ORIANI
Altra piazza significativa di Casola, che ospita il mercato settimanale e su cui si affacciano Palazzo Ungania, oggi albergo, e la Chiesa del Convento delle Suore Dorotee.
CHIESA DELL’ASSUNTA
Eretta nel XVI secolo per volere dei frati domenicani, si trova sulla riva sinistra del fiume Senio. Al suo interno custodisce importanti stucchi.
MONUMENTO AI CADUTI (1923)
Situato nei Giardini Pubblici è un’opera in bronzo di Cleto Tomba.
MONUMENTO AD ALFREDO ORIANI (1959)
Posto anch’esso nei Giardini Pubblici, è stato realizzato da Angelo Biancini.
MONUMENTO AL GRANATIERE G. NEMBRINI
Stele in ceramica situata in Viale Neri, costruita nel 1989 da Leandro Lega in memoria dei caduti.
Storia
I primi insediamenti risalgono alla preistoria ma è solo attorno all’anno Mille che Casola Valsenio viene colonizzata, esito dell’opera dei monaci benedettini che qui fondano l’imponente Abbazia di Valsenio, bonificano il territorio e iniziano a coltivare il castagno.
Il borgo vero e proprio nasce nel 1216, a seguito della distruzione del castello di Casola, più a monte, ad opera dei Faentini, con il conseguente spostamento degli abitanti a valle e la fondazione di un nuovo centro abitato. Si sviluppano così le arti e il commercio.
Nel 1424, il duca di Milano, Filippo Maria Visconti conquista Imola e con essa Casola, che sarà in seguito di nuovo dominio dei Manfredi di Faenza, quindi dei signori di Imola e Forlì, Girolamo Riario e Caterina Sforza, e infine è assoggettato a Cesare Borgia. Nel 1526 viene annessa allo Stato Pontificio.
Nel XV secolo si afferma sempre più la famiglia dei Ceronesi che, nel 1523, sconfigge l’esercito imolese nella cosiddetta “Battaglia delle botti”, che riempite di sassi vengono fatte rotolare contro gli assalitori. Nel 1563, il dominio dei Ceronesi viene però annullato dal Granduca di Toscana, Cosimo de’ Medici e da Papa Pio IV che inviano oltre 5000 uomini a distruggere ogni loro possedimento.
In seguito passa sotto la giurisdizione di Imola e si sviluppa come luogo di scambi commerciali. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Casola Valsenio è teatro di violenti scontri, subendo gravi danni, dopo che gli alleati sfondarono la Linea Gotica. Monte Battaglia fu uno dei luoghi di combattimenti più duri, in cui persero la vita migliaia di persone. In onore di tali sacrifici e per il suo impegno nella lotta partigiana, Casola Valsenio vanta la Croce di Guerra al Valor Militare.
Info Utili
PARCHEGGIO
Via Cardinal Soglia, Via Roma, Piazza Sasdelli, tutti gratuiti
AREA SOSTA CAMPER
Via Gramsci e Parco Pertini (in centro), Via I maggio (zona artigianale a 2 km)
DURATA MEDIA DELLA VISITA
Una giornata
ACCESSIBILITÀ
Accessibile la Chiesa principale, la Chiesa di Santa Lucia e l’Abbazia. Non accessibile il Cardello
PET-FRIENDLY
Sì
CONTATTI
Proloco:
Via Roma 48/a)
T:0546 73033
E: proloco.casolavalsenio@gmail.com
www.proloco-casolavalsenio.blogspot.com
In evidenza
EVENTI
Consulta il sito:
https://casolaromatica.it/eventi/
Nei dintorni
Su questo monte, dal nome purtroppo profetico, sorgono i possenti resti di una rocca medievale risalente al XII secolo. Alla base della torre è stato allestito un monumento in ricordo dei caduti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Proprio durante tale conflitto, questo monte, dopo secoli di decadenza, riacquisisce la funzione di importante punto militare, una sorta di porta di ingresso alla pianura padana. Tra settembre e ottobre del 1944 questo luogo è teatro di una delle lotte più sanguinose della campagna d’Italia. Partigiani italiani, fanti americani e guardie inglesi affrontano la fanteria germanica. L’esito è tragico: migliaia tra morti, feriti e dispersi.
Da quel tragico momento Monte Battaglia è luogo di memoria e commemorazione sia di partigiani sia degli alleati. Grazie a una serie di interventi di recupero e ripristino si è ridata alla torre la sua immagine di possente torre di vedetta che domina dall’alto le valli circostanti. Ai suoi piedi è stato posto un monumento in bronzo, opera dello scultore Aldo Rontini, che raffigura Davide vittorioso su Golia.
I reduci militari hanno inoltre posto qui targhe e lapidi facendo di Monte Battaglia uno dei pochi luoghi in Italia a commemorare i caduti di ogni nazione, promuovendo la pace e la fratellanza universale.
Le strade che conducono a Monte Battaglia conservano inoltre antiche varietà di piante e di animali che abitano nel bosco. Di particolare interesse sono i cosiddetti frutti dimenticati posti lungo la strada che collega Passo del Corso a Monte Battaglia, anche detta Strada dei Frutti Dimenticati.
Sul Monte si svolgono diverse iniziative:
- Cerimonia commemorativa (prima domenica di settembre) con ex combattenti ed eventi di carattere folkloristico e sportivo.
- Osservazione delle stelle cadenti (10 agosto)
- Concerto “Note del tempo” (inizio agosto)
Da Monte Battaglia si può inoltre godere una magnifica vista sugli Appennini e la pianura romagnola, in giornate serene fino ai monti veneti. Si potranno qui vivere momenti di raccolta in commemorazione dei caduti di guerra e al contempo ammirare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche di questa vallate del fiume Senio e Santerno.
7 SENTIERI DI TREKKING
Nel territorio di Casola Valsenio, grazie alla sua conformazione e una rete di sentieri, ci si può dedicare al “trekking residenziale”, pernottando nelle varie strutture ricettive, tra cui agriturismi e b&b, e partendo ogni giorno alla volta di un nuovo percorso e di nuove emozioni. Una forma di turismo lento e sostenibile grazie a cui addentrarsi tra le bellezze paesaggistiche e naturalistiche di queste valli, facendo il pieno di energie e rinvigorendo mente e animo. Consulta il sito per scoprire tutti i dettagli sui sentieri:
https://casolaromatica.it/itinerari/
ROCCA DI RIOLO TERME
Curiosità
ALFREDO ORIANI
Cacciatore, agricoltore, produttore di vino e olio, giornalista e scrittore prolifico, Alfredo Oriani verrà apprezzato per le sue opere solo dopo la morte, avvenuta nel 1909. Nato a Faenza nel 1852, vive un’infanzia difficile, in solitudine, sviluppando un carattere scontroso e chiuso. Insieme alla famiglia della piccola aristocrazia, a metà del 1800, si trasferisce al Cardello, dove scriverà la maggioranza dei suoi componimenti.
Probabilmente penalizzato dal luogo in cui risiedeva, lontano dagli ambienti più attivi intellettualmente, matura nella sua mente l’idea di una sorta di complotto nei suoi confronti, tale da non riconoscerne il suo genio artistico, almeno fino alla prima guerra mondiale.
Autore di trattati di politica e storia di analisi della società italiana, articoli di giornale, novelle e poesie, solo a seguito di una recensione positiva di Benedetto Croce, la sua fama inizia a diffondersi. Soprattutto negli ambienti nazionalisti viene visto come guida spirituale che nelle proprie opere giustifica le loro azioni e i loro programmi di espansione e grandezza. Nelle sue opere affermava infatti il bisogno di uno Stato forte, governato da una figura carismatica e che avesse ampi poteri per regolare la vita sociale.
Sarà di fatto Benito Mussolini a dichiararlo “Poeta della Patria”, precursore delle idee e dei valori fascisti, tanto da elevare il Cardello, nel 1924, a monumento nazionale. La sua opera omnia viene ripubblicata e inserita nelle scuole come testo obbligatorio. Dopo il ventennio fascista, ricade nell’oblio; anzi, molti lo disprezzano per il ruolo avuto nel fascismo ma grazie soprattutto all’ultima erede e all’opera di importanti studiosi, la sua figura come scrittore verrà rivalutata.
Alfredo Oriani è anche considerato il padre del cicloturismo. Fu uno dei primi ad avere la bicicletta, vista dagli abitanti del paese come oggetto demoniaco, strano, ineggiante alla velocità, al progresso, a qualcosa di poco comprensibile. Quando lo vedevano circolare per il paese con la sua bicicletta lo appellavano “matto del paese”. Il Suo motto era “Se succede qualche cosa / monta Ottone in bicicletta / e discende dalla vetta / per venirci a illuminar”. Ottone era un altro suo soprannome.
Nel 1897, da solo, percorse infatti quasi 1000 km tra la Romagna e la Toscana, traendo ispirazione per una delle sue opere più apprezzate: “La Bicicletta”.


















