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Carpi (MO)

Un gioiello del Rinascimento

Carpi (MO)

Comune di Carpi (MO), a 20 km da Modena, a 30 km da Reggio Emilia

Raggiungibile in auto, in treno (stazione di Carpi) e linea autobus 500 da Modena

In ogni stagione dell’anno. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA

Ufficio del Turismo

T: 059 649255

E: incarpi@comune.carpi.mo.it

 

Un viaggio nel Rinascimento, tra storia, arte e cultura, visitando sontuosi palazzi, affascinanti musei e magnifiche chiese. Una città operosa e dinamica, nota nel mondo per la maglieria, ricca di iniziative ed eventi, tutta da scoprire.

Antico borgo medievale, quindi città rinascimentale, Carpi, in provincia di Modena, è un vero e proprio gioiello, tutto da scoprire, con un ricco patrimonio artistico, culturale e storico. Legata alla nobile casata dei Pio di Modena, oggi Carpi è anche un importante centro di attività artigianali e industriali, come il settore tessile, per cui è nota in tutto il mondo. La sua storia è anche tristemente associata alla deportazione degli ebrei e dei prigionieri politici, il cui drammatico viaggio iniziava nel campo di prigionia nella vicina Fossoli. Visitare Carpi è un’esperienza a tutto tondo che lascerà il segno.

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Carpi (MO)

Carpi (MO)

Un gioiello del Rinascimento

Carpi (MO)

Comune di Carpi (MO), a 20 km da Modena, a 30 km da Reggio Emilia

Raggiungibile in auto, in treno (stazione di Carpi) e linea autobus 500 da Modena

In ogni stagione dell’anno. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA

Ufficio del Turismo

T: 059 649255

E: incarpi@comune.carpi.mo.it

 

Un viaggio nel Rinascimento, tra storia, arte e cultura, visitando sontuosi palazzi, affascinanti musei e magnifiche chiese. Una città operosa e dinamica, nota nel mondo per la maglieria, ricca di iniziative ed eventi, tutta da scoprire.

Antico borgo medievale, quindi città rinascimentale, Carpi, in provincia di Modena, è un vero e proprio gioiello, tutto da scoprire, con un ricco patrimonio artistico, culturale e storico. Legata alla nobile casata dei Pio di Modena, oggi Carpi è anche un importante centro di attività artigianali e industriali, come il settore tessile, per cui è nota in tutto il mondo. La sua storia è anche tristemente associata alla deportazione degli ebrei e dei prigionieri politici, il cui drammatico viaggio iniziava nel campo di prigionia nella vicina Fossoli. Visitare Carpi è un’esperienza a tutto tondo che lascerà il segno.

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Scopri & Vivi

COSA VEDERE A CARPI

PIAZZA DEI MARTIRI

Terza piazza più grande d’Italia, la scenografica Piazza dei Martiri esprime al meglio la sontuosità rinascimentale di Carpi. Cuore pulsante e centro politico e religioso della città, sul proprio lato ovest presenta il Portico Lungo di 212 metri del Quattrocento con ben 52 arcate affrescate e sul lato est il magnifico Palazzo dei Pio. A nord si affaccia il Duomo, mentre a sud si trovano il Portico del Grano e il settecentesco palazzo Scacchetti, che ospita l’Acetaia Comunale. Sulla piazza si affaccia anche lo splendido Teatro Comunale in stile neoclassico.

I PORTICI

Rappresentano uno degli elementi più caratteristici del tessuto urbano cittadino, da quelli monumentali a quelli più funzionali di collegamento tra abitazioni, botteghe, osterie, luoghi di servizio. Nel loro ripetersi e inframezzarsi ampliano gli spazi, li espandono, creano un’atmosfera raccolta, in cui entri ed esci dai negozi e dalle botteghe quasi come fossi a casa tua.

PALAZZO DEI PIO

Anche detto Castello, trasformato nel Rinascimento in una residenza principesca per volere di Alberto III Pio, è costituito da una serie di torri, bastioni e rocche costruiti nel corso dei secoli. Diversi sono gli edifici costruiti tra il Medioevo e il XVIII secolo. Il più antico è la trecentesca Torre del Passerino o Bonaccolsi, alta ben 30 metri, mentre risalgono al Quattrocento il Torrione degli Spagnoli e l’Uccelliera, bastione dotato un tempo di un fossato pieno d’acqua. Al centro della facciata di Palazzo dei Pio si trova la torre dell’Orologio.

http://www.palazzodeipio.it/palazzodeipio/index.jsp 

I MUSEI DI PALAZZO DEI PIO

Sono costituiti da tre diversi percorsi – il Museo del Palazzo, il Museo della Città, il Museo del Deportato – ideati per esporre il patrimonio storico e artistico in modo strutturato e per mostrare i prestigiosi spazi del Palazzo.

MUSEO DEL PALAZZO

Allestito nel piano nobile, racconta la vita della corte rinascimentale e la storia del palazzo in tre diversi nuclei: opere d’arte, xilografie e pinacoteca. Le sale che lo ospitano sono anch’esse vere e proprie opere d’arte, ricche di affreschi, soffitti in legno, tra cui il salone dei Mori, le sale dei Trionfi, lo studio di Alberto III con tanto di giardino segreto e una cappelletta con affreschi del Cinquecento sulla vita di Gesù e di Maria, opere di Bernardino Loschi.

MUSEO DELLA CITTÀ

Ospitato nelle logge, questo Museo illustra la storia del territorio per 35 secoli, dall’età del bronzo al Novecento, con particolare attenzione sulle due principali attività artigianali: la lavorazione della scagliola e del truciolo per il confezionamento di cappelli in paglia. È inoltre presente un’area espositiva permanente dedicata alla maglieria, che celebra il noto marchio Blumarine.

MUSEO DEL DEPORTATO

Ideato da un gruppo di architetti antifascisti dello studio BBPR a fine anni Settanta, il Museo, con uno stile minimalista e misurato, raccoglie su mura grigie frasi in rosso dei prigionieri, prese dalle Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea, e graffiti che si ispirano a dipinti di importanti artisti come Picasso e Guttuso. All’esterno si trovano sedici stele che riportano i nomi di alcuni campi di sterminio tedeschi.

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA (DUOMO)

Affacciata su Piazza dei Martiri, è un progetto dell’architetto Baldassarre Peruzzi nel 1515, ispiratosi alle maestose basiliche romane, in particolare a San Pietro. Dalla facciata barocca, il suo maestoso interno, a tre navate, è stato oggetto di modifiche nel tardo Ottocento e conserva, opere di pregio, sculture e tele di scuola emiliana del XVI e XVII secolo.

TEATRO COMUNALE

Costruito grazie al contributo della Società dei Palchettisti, riprende i canoni architettonici di stile neoclassico, tipici del teatro-tempio di inizio Ottocento. Inaugurato nel 1861, l’interno presenta raffinate decorazioni realizzate da maestranze modenesi e reggiane in stile barocco. Da notare in particolare il sipario di Giuseppe Ugolini con “Orfeo e le Muse”, in cui i personaggi femminili riprendono le bellezze locali della nobiltà carpigiana, dando scandalo per via delle nudità.

(visitabile su richiesta gratuitamente. T: 059649264)

ACETAIA COMUNALE

Costituita da 3 batterie di botticelle e da 2 botti madre, è ospitata nel sottotetto di Palazzo Scacchetti.

Visitabile ogni secondo sabato del mese (10-13, tranne agosto) previa prenotazione.

PALAZZO FORESTI

Appartenente a Pietro Foresti, industriale nel settore del truciolo e collezionista d’arte, è stato progettato dall’ingegnere Sammarini in stile neorinascimentale. Da notare in particolare gli arredi e gli affreschi del tardo Ottocento, primi del Novecento.

PIAZZALE RE ASTOLFO

In origine era il cuore pulsante della “cittadella” medievale, in cui si giocava tradizionalmente a pallone. A ovest vi si affaccia il maestoso Palazzo Pio, a nord l’opificio Loira, ex edificio di lavorazione del truciolo, oggi biblioteca. A est si trova la magnifica Pieve della Sagra, con affreschi di pregio e la Torre Campanaria, la Rocca Vecchia e il quattrocentesco Castelvecchio.

Storia

Dapprima borgo medievale risalente all’epoca preistorica, alla civiltà villanoviana, Carpi, il cui nome sembra derivi dalla folta presenza dell’albero del carpino, diviene un nucleo abitativo nella metà dell’VIII secolo. Dopo essere stata dei Canossa nel X secolo e dei Bonacolsi, Signori di Mantova, nel XIV secolo, passa alla casata dei Pio nel 1331 su concessione di Giovanni di Lussemburgo. Nasce così la Signoria dei Pio.

Nel 1447 Carpi è feudo di Alberto III, diplomatico, umanista e mecenate di vari artisti, che fece trasformare il castello in una lussuosa residenza principesca. È a lui che si devono inoltre importanti modifiche all’assetto urbanistico, affidate all’architetto Peruzzi, che fecero di Carpi un gioiello del Rinascimento. In questo periodo venne iniziata anche la costruzione del Duomo simile a una corte rinascimentale con un imponente cortile.

Nel 1525 l’Imperatore Carlo V destituisce Alberto III e Carpi passa al casato degli Estensi di Ferrara fino all’annessione al Regno d’Italia, divenendo prima Principato, quindi Città. Dopo anni di attività edilizia, inizia un periodo di decadenza dovute a grosse calamità. Solo la lavorazione della scagliola e del truciolo per la realizzazione di cappelli in paglia tennero viva l’economia di Carpi.

La storia di Carpi si intreccia con quella della deportazione di ebrei e rifugiati politici che, prima di giungere ai campi di sterminio, venivano condotti nel campo di transito nella vicina Fossoli. Terminato il secondo conflitto mondiale, Carpi, città operosa, vede lo sviluppo della lavorazione della lana e di attività artigianali e industriali nell’ambito tessile e meccanico. Negli anni è diventata un centro del “made in Italy” noto in tutto il mondo.

Credits: TOGOLOCO

Info Utili

PARCHEGGIO

https://www.incarpi.it/it/utilita/parcheggi

AREA SOSTA CAMPER

Tangenziale Bruno Losi – Piazzale delle piscine

DURATA DELLA VISITA

Mezza giornata.

ACCESSIBILITÀ

Palazzo Pio (all’arrivo chiamare il 059-649360)

Acetaia Comunale (chiamare per informazioni)

Palazzo Foresti (chiamare per informazioni)

PET-FRIENDLY

ALTRE INFO

Noleggio bici: https://www.incarpi.it/it/utilita/noleggio-bici

CARPICARD: https://www.incarpi.it/it/utilita/carpicard

CONTATTI

Ufficio del Turismo

T: 059 649255

E: incarpi@comune.carpi.mo.it

 

 

 

 

In evidenza

EVENTI

Consulta il sito: 

https://www.comune.carpi.mo.it/eventi-carpi

 

Nei dintorni

CAMPO DI FOSSOLI (a 6 km)

Costruito nel 1942 dal regio esercito italiano per rinchiudervi i militari nemici, viene trasformato nel 1943 in un campo di concentramento per ebrei e, a partire dal 1944, diventa campo di transito utilizzato dalle SS, come centro maggiore di deportazione. Da qui partirono dodici convogli diretti ai vari campi di sterminio in Europa, sul primo dei quali vi era anche Primo Levi. Il campo oggi è visitabile e mostra la ricostruzione fedele di una delle baracche degli ebrei e propone una mostra permanente sulla storia del campo.

MUSEO DELLA BILANCIA (Campogalliano – a 12 km)

Campogalliano, zona di produzione di bilance sin dal 1860, apre nel 1989 un museo unico in Italia, nell’edificio un tempo adibito a distilleria della cantina sociale. Il percorso espositivo, con oltre seimila reperti, si snoda in diverse sezioni. La prima è chiamata Labirinto dei Fenomeni, dove ci si può pesare, vedendo il proprio peso sia sulla Terra sia sulla Luna e Giove. La seconda è la “Galleria dei mestieri e delle professioni” con una raccolta di oltre 30 strumenti di pesatura utilizzati nel settore della macelleria, gigantografie, video e un gioco interattivo per scoprire i segreti di un insaccato rivisitato: la salsiccia gialla di Campogalliano.

Nella sezione “Canale della storia” vengono esposti vari strumenti in ordine cronologico, dalla stadera romana in bronzo o bilancia in legno alle celle delle bilance elettroniche. Tante anche i pezzi curiosi: un calibro per misurare la suola delle scarpe, una bilancia a penna, una pesalettere con intarsi, una bilancia pesauova e una per pesare il pesce vivo nelle gare. La successiva sezione è denominata “Campogalliano. Città della bilancia”, in cui viene ricreato un ambiente sterno che rievoca una piazza come metafora del legame tra il Museo e il territorio di Campogalliano. Per ultima la “Galleria delle bascule e delle grandi stadere”, dove sono esposti strumenti di grandi dimensioni, con tra le altre bilance per le forme di parmigiano-reggiano, bilance pesapersone e pesaneonati.

(Ampio parcheggio e privo di barriere architettoniche)

MUSEO DELA TARSIA DI ROLO (a 15 km)

Tra il Settecento e la prima guerra mondiale, il paese di Rolo si è distinto per la produzione di arredi a intarsio, acquistati nel Ducato di Modena e Reggio e nell’area di Bologna, quindi si specializzò nella realizzazione di tavoli da salotto, detti rolini, venduti in tutta Europa.

Fondato nel 1994, il Museo della Tarsi, in un percorso di 5 sezioni, promuove la conoscenza di questa arte antica, illustrando lo sviluppo dell’intarsio, dalla materia prima al prodotto finito.  

Il Museo ospita inoltre il Centro di Documentazione e Ricerca, dove si possono consultare testi del fondo storico e volumi della biblioteca sull’arte della lavorazione del legno e del restauro.

OASI LA FRANCESA (a 6 km)

L’oasi, di circa 23 ettari, ospita un Centro Visite in cui è allestita una mostra naturalistico-didattica e in cui è esposto materiale fotografico e informativo. È inoltre presente un Capanno per Birdwatching, adibito all’osservazione di oltre 150 specie della pianura padana. Nel bosco è stato creato un percorso didattico con pannelli illustrativi per scoprire e apprezzare le bellezze naturali in totale autonomia.

Visitabile su prenotazione per scuole e gruppi organizzati.

http://oasilafrancesa.altervista.org/

Curiosità

IL FANTASMA DELLA DAMA BIANCA

Moglie di un signore dei Pio, Bianca, il cui nome non è del tutto certo, viene fatta uccidere proprio dal crudele e rozzo marito. Prima di essere gettata dalla più alta torre del castello di Carpi, lancia una maledizione: chi la vedrà comparire in camice bianco, morirà dopo tre giorni con profonda agonia. E così è stato. Secondo la leggenda, il marito, dopo aver scorto il fantasma della moglie, muore dopo tre giorni. Sembra che le apparizioni continuino…

Si narra che, durante un incendio sulla torre, un pompiere salito per spegnerlo abbia visto la dama bianca alla finestra e subito dopo i suoi capelli siano diventati tutti bianchi…

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Carpi (MO)

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