Borgo di Votigno (RE)
Il borgo antico che accoglie il Tibet
T: 39 0522 877 177 – +39 338 855 366 6
E: info@borgomedioevalevotignodicanossa.com
http://www.borgomedioevalevotignodicanossa.com/
Borgo di Votigno: un viaggio in un altro angolo del mondo, il Tibet, un tuffo in un lontano passato, il Medioevo, un’esperienza mistica coinvolgente in uno dei borghi più belli d’Italia. A Votigno, luogo di rara bellezza ed eleganza, si respirano pace e spiritualità immersi in un silenzio surreale.
Patrimonio dell’umanità UNESCO, il suggestivo borgo medievale di Votigno è un piccolo gioiello incastonato tra le dolci colline reggiane, tra i borghi meglio conservati d’Italia, grazie al sapiente restauro di artigiani e volontari. In un’atmosfera pregna di storia e spiritualità, si attraversa un ponte simbolico che congiunge l’Italia – l’Emilia-Romagna – all’Estremo Oriente – il Tibet. In una realtà quasi sospesa nel tempo, l’invito alla pace, alla riflessione, alla lentezza e alla spiritualità proviene da ogni angolo. La Casa del Tibet, centro culturale buddista, altari, bandiere con preghiere tibetane e statue di Buddha conferiscono a questo borgo un fascino che incanta, impreziosito dalle splendide case in pietra riportate alla loro antica bellezza. Votigno è pura magia, da cui lasciarsi attraversare e stupire.
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Borgo di Votigno (RE)
T: 39 0522 877 177 – +39 338 855 366 6
E: info@borgomedioevalevotignodicanossa.com
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Borgo di Votigno: un viaggio in un altro angolo del mondo, il Tibet, un tuffo in un lontano passato, il Medioevo, un’esperienza mistica coinvolgente in uno dei borghi più belli d’Italia. A Votigno, luogo di rara bellezza ed eleganza, si respirano pace e spiritualità immersi in un silenzio surreale.
Patrimonio dell’umanità UNESCO, il suggestivo borgo medievale di Votigno è un piccolo gioiello incastonato tra le dolci colline reggiane, tra i borghi meglio conservati d’Italia, grazie al sapiente restauro di artigiani e volontari. In un’atmosfera pregna di storia e spiritualità, si attraversa un ponte simbolico che congiunge l’Italia – l’Emilia-Romagna – all’Estremo Oriente – il Tibet. In una realtà quasi sospesa nel tempo, l’invito alla pace, alla riflessione, alla lentezza e alla spiritualità proviene da ogni angolo. La Casa del Tibet, centro culturale buddista, altari, bandiere con preghiere tibetane e statue di Buddha conferiscono a questo borgo un fascino che incanta, impreziosito dalle splendide case in pietra riportate alla loro antica bellezza. Votigno è pura magia, da cui lasciarsi attraversare e stupire.
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Scopri & Vivi
COSA VEDERE NEL BORGO DI VOTIGNO
Tanto è minuscolo, tanto è ricco il borgo di Votigno. Ricco di bellezza, di scorci suggestivi, di spunti di riflessione sparsi in ogni suo angolo, attraverso vari simboli della cultura e della religione tibetana, frasi tratte dalla saggezza orientale, ruote di preghiera, statue di Buddha. Basta passeggiare o sedersi su una panchina per godersi la pace, la lentezza e il silenzio quasi irreale che pervade il borgo.
CASA DEL TIBET
Fondata nel 1990, da Stefano Dallari, medico reggiano, è un Centro Culturale senza scopo di lucro, volto alla promozione della millenaria cultura buddista e all’integrazione tra le religioni. Unica nel suo genere in Europa, è un luogo di meditazione, di immersione di anima e corpo, uno spazio di incontro per corsi, convegni o altre iniziative, con annesso bed and breakfast. Il Centro organizza anche mostre ed è disponibile per attività e collaborazioni.
Il 25 ottobre 1999 il Dalai Lama visitò Votigno, definendolo un luogo di pace, ideale per la meditazione e la preghiera. A ricordo di questa importante visita, è stato realizzato un “gompa”, un tempietto buddista che raccoglie sue fotografie e oggetti di culto.
MUSEO DEL TIBET
È un affascinante raccolta di oggetti rari e autentici della vita quotidiana del Tibet, della sua religione e della sua cultura, oltre ad avere uno spazio dedicato alla figura di Gandhi e alla sua filosofia di pace e di non violenza. Il fotografo Fosco Maraini, mancato nel 2004, ha partecipato alla realizzazione del Museo, regalando foto scattate in Tibet tra il 1937 e il 1948. Nel museo sono inoltre presenti magnifici dipinti del direttore Tashi Lama, artisti di notorietà internazionale.
LA SCACCHIERA
Una particolarità del borgo è la presenza di una scacchiera con le classiche caselle bianche e nere, su cui, in occasioni speciali, si può giocare a dama o a scacchi. La piazzetta con la scacchiera ricorda in formato minuscolo quella del borgo di Castelvetro in provincia di Modena.
Storia
Risalente al XI secolo, il borgo fortificato di Votigno fu costruito, in posizione strategica nascosta tra le colline, per dare rifugio ai soldati di Matilde di Canossa, impegnati a difenderne i castelli e le terre. La sua vocazione difensiva si riscontra in fatti nella presenza della torre di avvistamento, svettante sulle pietre, delle mura e del volto in pietra che affaccia sul centro del paese.
Ultimato il periodo glorioso di Matilde di Canossa, il borgo continua a essere animato dal passaggio di mercanti, contadini, pellegrini, monaci e persino imperatori e re.
Abbandonato nel corso del tempo, il borgo ritrova il suo antico splendore, nel pieno rispetto della storia e della cultura, grazie all’opera di artigiani e volontari: in modo indiscutibilmente abile, sono riusciti a riportarlo alla sua struttura originale in pietra, con gli edifici arroccati attorno alla torre e alla splendida piazzetta. Così facendo, hanno creato un’atmosfera suggestiva, dove il tempo essersi fermato, rendendo Votigno un luogo assolutamente unico.
Nel 1990, come diretta emanazione del governo tibetano in esilio, viene fondata la Casa del Tibet, visitata, nove anni dopo, dal Dalai Lama in persona.
Info Utili
PARCHEGGIO
Ampio parcheggio all’ingresso del borgo
PERIODO DI APERTURA
SABATO e DOMENICA: 10-13/15.30-19. Giorni feriali su prenotazione
DURATA MEDIA DELLA VISITA
Circa 1,30 h
PET-FRIENDLY
Sì
ALTRE INFO
Possibilità di celebrare il proprio matrimonio in un contesto da sogno grazie a una società di catering
CONTATTI
T: 0522877177
E: paudi@live.it
http://www.borgomedioevalevotignodicanossa.com/
In evidenza
EVENTI
- FESTA DEL BORGO (prima domenica di luglio)
Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti consulta il sito
http://www.borgomedioevalevotignodicanossa.com/
Nei dintorni
SENTIERO DI MATILDE
Questo sentiero, a breve distanza dal borgo di Votigno, collega in sei tappe la rupe di Canossa a San Pellegrino in Alpe (1525 m), da cui si ammira un magnifico panorama sulla Garfagnana, passando per borghi in pietra, antiche pievi, castelli e torri. Il sentiero è segnalato e lungo il percorso sono presenti varie aree di sosta.
http://www.sentieromatilde.it/
CASTELLO DI CANOSSA
CASTELLO DI ROSSENA
CASTELLO DI SARZANO
Curiosità
CHI ERA MATILDE DI CANOSSA?
“Una luminosa fiaccola, ardente in un cuore pio”, così la definisce il suo monaco confessore e biografo ufficiale Donizone di Canossa.
Una donna bella, forte, potente, ma anche sola, che non si è sottratta al suo destino. Una donna che, con coraggio e fermezza, ha saputo gestire un grande potere, suo malgrado. Una combattente che ha avuto un ruolo da grande protagonista nella lotta tra Papato e Impero, un’importanza decisiva nella storia del Medioevo.
Matilde nasce nel 1046 presumibilmente a Mantova, capitale da circa trent’anni dell’impero dei Canossa, dal marchese di Toscana Bonifacio di Canossa e Beatrice di Lorena, principessa di una delle famiglie di maggior rilievo dell’Impero. Già in tenera età sa scrivere, leggere e parla italiano, francese e tedesco. Frequenta luoghi sacri, immersa nel patrimonio artistico e culturale del tempo. Nel 1052 il padre Bonifacio muore, trafitto da una freccia avvelenata, durante una battuta di caccia e l’anno dopo, sempre in circostanze poco chiare, muoiono i fratelli Federico e Beatrice, lasciando Matilde sola con la madre a soli sei anni.
Fuggite da Mantova, la madre Beatrice, per proteggere entrambe, si risposa con Goffredo di Lorena, detto il Barbuto, con promessa di matrimonio tra i rispettivi figli, Matilde e Goffredo, detto il Gobbo, allo scopo di consolidare il dominio dei Canossa.
Nel 1069, a seguito della morte di Goffredo il Barbuto, Matilde e Goffredo il Gobbo si sposano a Verdun, in Francia. L’anno dopo Matilde rimane incinta di una bambina, chiamata Beatrice come la madre, che purtroppo muore poco tempo dopo, nel 1071. Per cercare conforto, Matilde decide di recarsi nelle sue terre, a Mantova.
Nel 1076 Goffredo viene atrocemente ucciso da un sicario, per cui Beatrice e Matilde rientrano in possesso delle loro giurisdizioni nel Regno d’Italia contando sulla protezione sempre più potente del Papa. In quell’anno però Matilde perde anche la madre. A soli 30 anni si ritrova unica erede di un importante impero da gestire e amministrare che si estendeva dalla Toscana al Lago di Garda, nel periodo in cui sempre più accesa era la “Lotta per le Investiture”, tra Papa Gregorio VII ed Enrico IV, nuovo imperatore.
Entra così in gioco Matilde che tenta un’opera di conciliazione. In occasione del famoso episodio denominato “il perdono di Canossa” che vede Enrico IV recarsi alla rocca di Canossa, indossando un semplice saio, per chiedere “perdono” e la revoca della scomunica al Papa. Matilde farà da mediatrice. Il perdono fu concesso ma la conciliazione in realtà fallì. Enrico IV le tolse ogni funzione e Matilde fu costretta a cedere tutti i suoi beni alla Chiesa.
Matilde si sposerà con Guelfo V di Baviera, allora sedicenne, mentre Matilde di anni ne ha 40. Un matrimonio voluto forse per opportunità politica e forse con la speranza di un erede.
Dopo il noto “Concilio di Carpineti”, nel 1092, quando Matilde riunisce abati, vescovi, consiglieri per decidere se proseguire la guerra “voluta da Dio e dallo Spirito Santo” tra Papato e Impero, i due eserciti si sfidano tra Bianello e Canossa e Matilde ne esce vittoriosa. Il figlio di Enrico IV, Enrico V, che si ribellò al padre, esiliandolo, sposa la causa di Matilde e si reca a Roma per l’incoronazione. Nel viaggio di ritorno si ferma a Bianello da Matilde, che verrà incoronata vice-regina d’Italia il 6 maggio 1111.
Alcuni anni dopo, nel 1114, Matilde si ammala di gotta ma grazie alla sua tempra si ristabilisce, riammalandosi però successivamente e ritirandosi a Bondeno di Roncore, oggi Bondanazzo di Reggiolo, dove il 23 luglio muore all’alba. Aveva tempo prima disposto che a servi e serve fedeli venisse data la libertà e che ogni anno nel giorno della morte venisse celebrata una messa.
Nel 1632 le sue spoglie, per volere di Papa Urbano VIII, vengono trasferite prima a Castel Sant’Angelo, quindi nella basilica di San Pietro, in un sepolcro ideato dal Bernini. La sua vita va oltre la morte…la morte di una donna che “ha saputo reggere il confronto con papi e imperatori e restare nella storia”.



















