Borgo di Castellarano (RE)
Un magnifico borgo medievale
Castellarano (RE)
Comune di Castellarano, a 28 km da Reggio Emilia, a 32 km da Modena, a 66 km da Parma.
Raggiungibile in auto
In primavera e in estate o in occasione degli eventi. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA.
PROLOCO
Piazzale Cairoli, 10
T: +39 339 748 3848
E: info@proloco-castellarano.org
https://www.proloco-castellarano.org/
Arroccato su uno sperone di roccia, questo antico borgo medievale nella valle del fiume Secchia è un piccolo gioiello ricco di storia. Una passeggiata tra le sue viuzze e una pedalata in riva al fiume ne sveleranno la perfetta armonia tra passato e presente.
Castellarano è un perfetto esempio di borgo magnificamente conservato, nel cui centro storico i monumenti da un lato, le antiche abitazioni e i vicoli con sassi di fiume dall’altro ne testimoniano l’importanza in epoca medievale. Le sue origini risalgono però a un tempo ancor più lontano, come attestano vari reperti archeologici rinvenuti. Un piccolo e suggestivo borgo attorniato da bellezze naturalistiche e affacci panoramici, da scoprire a piedi o in bicicletta.
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Borgo di Castellarano (RE)
Comune di Castellarano, a 28 km da Reggio Emilia, a 32 km da Modena, a 66 km da Parma.
Raggiungibile in auto
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PROLOCO
Piazzale Cairoli, 10
T: +39 339 748 3848
E: info@proloco-castellarano.org
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Arroccato su uno sperone di roccia, questo antico borgo medievale nella valle del fiume Secchia è un piccolo gioiello ricco di storia. Una passeggiata tra le sue viuzze e una pedalata in riva al fiume ne sveleranno la perfetta armonia tra passato e presente.
Castellarano è un perfetto esempio di borgo magnificamente conservato, nel cui centro storico i monumenti da un lato, le antiche abitazioni e i vicoli con sassi di fiume dall’altro ne testimoniano l’importanza in epoca medievale. Le sue origini risalgono però a un tempo ancor più lontano, come attestano vari reperti archeologici rinvenuti. Un piccolo e suggestivo borgo attorniato da bellezze naturalistiche e affacci panoramici, da scoprire a piedi o in bicicletta.
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Scopri & Vivi
COSA VEDERE NEL BORGO DI CASTELLARANO
LA ROCCHETTA
All’ingresso del borgo si trova il simbolo di Castellarano, una rocca di piccole dimensioni costruita nella metà del XV secolo, nella vecchia cerchia di mura a difesa dell’antico borgo. Simile a un castello del Rinascimento, la rocca comprendeva la piazza d’armi in cui venivano bloccati i nemici riusciti a superare la Porta Maggiore, la loggia del Mercato, i depositi del Sale e il camminamento di ronda che conduce al giardino pensile, un suggestivo angolo del borgo che ospita oggi eventi culturali. Ancora oggi sono chiaramente visibili le arcate, murate del Portico del Pavaglione, sede del commercio dei bachi da seta.
La rocchetta ha una pianta irregolare suddivisa in tre torrioni: Torre Levatoia, Torre Cappellana e Torre della Rosa; quest’ultima, la più antica, reca uno stemma scolpito degli Estensi, affiancato da quello della famiglia degli Strozzi, che fa risalire l’edificio alla metà del 1400. Si tratta di una vera e propria struttura innovativa nell’ambito dell’architettura militare del tempo.
Proprio dalla Rocca, che oggi ospita mostre e iniziative di carattere culturale, parte il percorso di visita del borgo.
MONTE DI PIETÀ
Risalente al 1594, fu costruito grazie al supporto del Cardinale Domenico Toschi, con l’intento di offrire ai paesani un’alternativa all’usura attuata dagli ebrei per prestiti di denaro. Vi sono documenti attestanti la presenza di una comunità ebraica a Castellarano nel XV-XVI secolo. Nel 1821 viene istituito e aggiunto il Monte dei Grani e nel 1953 il Monte di Pietà entra a far parte del Monte dei Pegni di Reggio Emilia.
CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
Dell’antica pieve, risalente al 898, restano quattro colonne con capitelli. L’attuale edificio in stile tardobarocco è del XVIII secolo. All’interno si presenta a croce latina con a lato le cappelle e conserva alcune opere di rilievo tra cui l’Assunta della scuola di Guido Reni.
CASTELLO
Costruito presumibilmente nel 1481, munito di mastio a controllo e protezione del castello, venne trasformato, per volere di Carlo Filiberto II, in residenza signorile con tanto di fontane, giardini, teatro e cappella. Proprio per alimentare le fontane con l’acqua, fece inoltre erigere un acquedotto a 13 archi. Qui furono ospiti Matilde di Canossa e Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero. Incendiato nel 1944 venne ristrutturato negli anni ’70 dall’attuale famiglia proprietaria, i Casali.
TORRE DELL’OROLOGIO E AIA DEL MANDORLO
La torre venne costruita come torre di vedetta per controllare il transito di uomini e merci lungo il Secchia. Pellegrini e mercanti passavano ai piedi della torre, gli uni diretti a Roma, gli altri, provenienti dalla Toscana, di solito a Ferrara. Le merci, per quanto strano, venivano invece trasportate su una sorta di chiatte lungo il fiume, all’epoca in parte navigabile. In centro storico è tra l’altro presente Via Barcaioli, a testimonianza dell’attività svolta probabilmente da alcune famiglie.
La torre è caratterizzata dall’orologio con quattro quadranti e un’unica lancetta nei quattro lati corrispondenti ai punti cardinali. Il sistema che regola l’orologio è configurato a pesi e funziona ancora oggi, benché risalga alla fine del 1600.
Alla fine del XVII secolo la Torre ospitava le prigioni, in seguito adibite ad abitazione. Qui ha abitato Tobia, una vecchia signora che si spostava tra la chiesa e la torre, sempre in abiti neri e con un mazzo di chiavi e un grosso cappello in testa.
Questo magnifico terrazzo dona un’imperdibile vista sulla valle del fiume Secchia.
CHIESA DI SANTA CROCE – TEMPIO AI CADUTI
Vicina al Municipio, risale al 1645, anno in cui la Confraternita della Santa Croce decide di erigere una propria chiesa, grazie ai contributi sia dei confratelli sia del paese. La sua costruzione richiese parecchio tempo, tanto che fu terminata nel 1712. Solo a fronte di parecchie offerte è stato possibile aggiungere gli arredi e, soprattutto, un’opera di particolare rilievo, una copia del Crocifisso di Guido Reni, presente nell’abside. Dopo la soppressione degli ordini religiosi intrapresa da Napoleone all’inizio del 1800, la chiesa passò al Comune e ne fu interdetto il culto. Abbandonata per anni, viene restaurata e trasformata in Tempio ai Caduti della Prima Guerra Mondiale.
MUNICIPIO
Inaugurato nel 1926, è un edificio in stile neogotico con merlature, cornici, scalinate e stemmi, che all’epoca rappresentava uno dei palazzi più caratteristici della provincia reggiana. La sua ubicazione, fuori dalle mura e dai canali, testimonia il primo passo in direzione di un mutamento urbanistico del paese.
PARCO INCLUSIVO “DON REVERBERI”
Un luogo dedicato all’inclusione per consentire a tutti i bambini di giocare e divertirsi senza barriere. Tanti giochi da tutti fruibili appositamente ideati per coinvolgere bambini e famigliari senza divisioni od ostacoli. Un percorso d’inclusione per avvicinare e unire.
MUSEO ROLANDO RIVI
Accanto alla Pieve di San Valentino sorge il Museo del Beato Rolando Rivi, che con pannelli, oggetti personali e documenti ne illustra la vita. Nato nel 1931 a San Valentino, nel comune di Castellarano, entra in seminario, a Marola, ad appena 11 anni. Rapito dai partigiani comunisti durante la Seconda Guerra Mondiale, che lo accusano di essere una spia fascista, verrà ucciso e ritrovato alcuni giorni dopo.
Alla luce di alcune guarigioni ritenute miracolose grazie alla sua intercessione, fu nominato Beato nel 2013.
ACQUEDOTTO
Eretto per volere di Carlo Filiberto II (1732-1752), aveva la funzione di portare l’acqua da una sorgente collinare ai giardini e alle fontane del Castello. A causa dell’utilizzo di sassi di fiume e materiali di recupero, aveva una scarsa resistenza alle intemperie e necessitò di vari interventi di ripristino, fino al completo abbandono nel 1800 circa. Della costruzione originaria sono rimaste alcune arcate ricoperte di edera. Benché venga erroneamente denominato acquedotto “romano” per via degli archi, in realtà è un’opera ben più recente.
Storia
I vari rinvenimenti archeologici testimoniano l’insediamento di Castellarano già nel neolitico. Diversi sono i popoli che in seguito si avvicendano nel territorio: Terramara, Liguri, Galli, Etruschi e Romani, seguiti nella seconda metà del VI secolo, dai Longobardi. Il loro presidio militare è attestato dalla scoperta di tombe di guerrieri, conservate ai Musei di Modena e Reggio Emilia.
Dopo la presenza anche dei Franchi, nel X-XII secolo subentrano i Canossa. Per primo Bonifacio e, alla sua morte, la figlia Matilde. Proprietaria a Castellarano di una rocca e di una cappella, assegna il governo del territorio a nobili locali, nello specifico al Miles Raniero, ma tale dominio dura poco tempo. Nel 1187 Castellarano giura fedeltà al comune di Reggio Emilia, che acquisisce così il controllo del canale strategico che da questi territori portava le acque dal Secchia, indispensabili per alimentare fogne, industrie e mulini.
Nel sanguinoso periodo di lotte tra Guelfi e Ghibellini, Castellarano passa nel 1319 alla famiglia dei da Roteglia fino al 1419, anno in cui viene dominata dagli Estensi. Dopo averla lasciata in feudo a varie famiglie nobiliari, nel 1501 Ercole d’Este la affida al fratello Sigismondo I, personaggio di grande rilievo del ramo della famiglia Este-San Martino che la governa fino al periodo napoleonico. L’ultimo feudatario di questo ramo è Carlo Filiberto II, a cui si devono interventi di miglioramento alla rocca, che diventa una dimora signorile attorniata da giardini e fontane, la cui acqua proviene dal famoso acquedotto costruito appositamente.
Di nuovo sotto il dominio degli Estensi con la restaurazione, nel 1860 viene annessa al Regno d’Italia. Nel 1944 Castellarano viene incendiata dalle truppe tedesche come ritorsione subendo gravi danni. Solo negli anni settanta si compiono interventi di ricostruzione nel centro storico.
Info Utili
PARCHEGGIO
Piazza XX luglio, gratuito
AREA SOSTA CAMPER
Parco Don Reverberi (colonnina servizi)
ACCESSIBILITÀ
Il borgo presenta salite e discese ma è possibile salire in auto fino al Castello. È presente il Parco Inclusivo “Don Reverberi” con giochi senza barriere fruibili per utti i bambini.
PET-FRIENDLY
Sì
ALTRE INFO
Possibilità di visite guidate contattando https://www.facebook.com/csscastellarano/
CONTATTI
Proloco
Piazzale Cairoli 10
T: 339 748 3848
E: info@proloco-castellarano.org
Nei dintorni
SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DI CAMPIANO
Nel 1543 era già presente una cappella visitata da tantissimi devoti provenienti dall’intera vallata del Secchia. Dopo vari interventi di ampliamento e ripristino, grazie alle tante offerte, nel 1734 venne realizzato un nuovo Santuario ultimato nel 1790. Negli anni successivi furono aggiunti il campanile e la facciata. Oggi, grazie a ulteriori interventi di consolidamento e restauro, il Santuario ha ritrovato il suo antico splendore.
BIG BENCH (tra Castellarano e Roteglia)
Queste panchine giganti, da cui godere di splendidi panorami, sono parte di un progetto sorto nel 2010 in Piemonte, volto a sostenere il turismo locale e sono solitamente situate in punti panoramici, facilmente accessibili a tutti. Quella di Castellarano è posta sul Monte Malee, tra Castellarano e la frazione di Roteglia. Una volta parcheggiato all’Agriturismo San Valentino, in appena 15-20 minuti a piedi si raggiunge la big bench lungo un tratto sterrato, adatto anche a bambini. Un’esperienza insolita e divertente attraverso cui scoprire le bellezze del territorio.
STREET ART
“Quello che non vedi non è tutto” è il titolo di un’installazione di Street Art realizzata dal noto Collettivo Fx lungo la pista ciclopedonale che fiancheggia il fiume Secchia per oltre 200 metri. 48 animali raffigurati, tra cui tassi, pesci, cinghiali, insetti e conigli, tutti animali autoctoni, a cui si aggiunge la Balena Valentina (vedi sezione CURIOSITÀ).
Un progetto che trova seguito in una nuova opera, in un contesto diverso: le pensiline delle corriere lungo Via Radici. I soggetti sono i personaggi locali più illustri, siano essi reali o immaginari. Un viaggio tra storia e cultura del territorio, accessibile a tutti.
CASTELLO DI SARZANO
CASTELLO DI CARPINETI
BORGO DI VOTIGNO
Curiosità
LA BALENA VALENTINA
Così si chiama lo scheletro fossile rivenuto tra il 1997 e il 2001 presso i calanchi di Rio della Rocca, nel paese di San Valentino, vicino a Castellarano. Questo reperto sembra risalga a circa 3,5 milioni di anni fa, nel cosiddetto Piacenziano inferiore, quando tutta la zona era sommersa dalle acque. Della balena sono state rinvenute due lunghe ossa mandibolari, alcune vertebre, la cassa toracica con alcune coste e l’arto sinistro. Si suppone che fosse lunga almeno 10 m e pesasse decine di tonnellate. Oggi il reperto è esposto ai Musei Civici di Reggio Emilia.

















