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Teatro Sociale di Gualtieri (RE)

Un affascinante teatro al contrario

Gualtieri (RE)

Comune di Gualtieri, a circa 25 km da Reggio Emilia, a 30 km da Parma, a 53 km da Modena.

Raggiungibile in auto. Parcheggi vari gratuiti nelle stradine intorno a Piazza Bentivoglio.

Visitabile in occasione dell’evento VIAGGIO A GUALTIERI (settembre) e durante visite guidate organizzate dalla Proloco

Proloco

T: 0522/828696 – 3356955053

E: proloco-gualtieri@libero.it

 

Vuoi scoprire una storia fatta di amore, passione, incoscienza, entusiasmo, coinvolgimento, solidarietà, senso di comunità, valori, sogni? Visita il magnifico e suggestivo Teatro Sociale di Gualtieri. Ti rapirà!

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Teatro Sociale di Gualtieri (RE)

Teatro Sociale di Gualtieri (RE)

Un affascinante teatro al contrario

Gualtieri (RE)

Comune di Gualtieri, a circa 25 km da Reggio Emilia, a 30 km da Parma, a 53 km da Modena.

Raggiungibile in auto. Parcheggi vari gratuiti nelle stradine intorno a Piazza Bentivoglio.

Visitabile in occasione dell’evento VIAGGIO A GUALTIERI (settembre) e durante visite guidate organizzate dalla Proloco

Proloco

T: 0522/828696 – 3356955053

E: proloco-gualtieri@libero.it

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Vuoi scoprire una storia fatta di amore, passione, incoscienza, entusiasmo, coinvolgimento, solidarietà, senso di comunità, valori, sogni? Visita il magnifico e suggestivo Teatro Sociale di Gualtieri. Ti rapirà!

Intro

All’interno di Palazzo Bentivoglio si trova il Teatro sociale, un luogo speciale che, abbandonato e recuperato, ha ripreso l’attività grazie all’impegno e all’opera di un gruppo di ragazzi. Fu costruito nel 1775 da G.B Fattori in stile barocco.

Oggi si presenta come una struttura all’avanguardia: dove prima vi era il palcoscenico originario oggi vengono accolti gli spettatori. Un capovolgimento sia fisico sia concettuale che riscrive il rapporto con l’opera rappresentata.

Nel 1775, quando Palazzo Bentivoglio è di proprietà del Comune, all’architetto G.B. Fattori viene l’idea di costruire un teatro, nello spazio all’epoca occupato dal chirurgo del paese. Nell’autorizzazione alla costruzione si legge “per togliere dall’ozio e portare ad attività culturali i giovani nei periodi di inattività”.

Teatro vuol dire cultura, erudizione, conoscenza, scoperta. E così viene eretto un piccolo teatro, ligneo, in cui recitano compagnie di teatro dialettale. Pian piano l’attività si fa sempre più fervente, il pubblico sempre più numeroso. All’epoca uno dei pochi teatri coperti per il pubblico, verrà chiamato Teatro Principe. Purtroppo, però, alla fine del 1800, forse per la caduta di una lampada ad olio prende fuoco subendo gravi danni.

Pur essendo inagibile da tempo, la cittadinanza chiede a gran voce la sua ristrutturazione, con tanto di ampliamento. Il Comune si rivolge in tale occasione anche ai privati che, con il versamento di 2000 lire totali, daranno vita alla Società dei Palchettisti: i soci sono infatti proprietari singolarmente dei palchetti. Nel 1905 apre quindi il Teatro Sociale in gestione per 99 anni a detta società.

Probabilmente è uno dei teatri più grandi della zona: viene aggiunto il loggione e ampliato il palco per ospitare anche operette, le cui scenografie richiedono parecchio spazio. Nel 1912 verrà addirittura sfondato un muro per un ulteriore ampliamento, un muro però portante che porterà alla costruzione del simbolo del teatro, l’arco a sesto acuto di sostegno del tetto.

Tra le due guerre mondiali il teatro è in piena attività; non solo opere teatrali, bensì anche eventi tra cui feste di carnevale, spettacoli per marionette e veglioni di capodanno. Nel frattempo inizia a diffondersi il cinema e così anche il teatro di Gualtieri proietterà film. Film che attireranno anche il pittore Ligabue, che qui trascorse parecchie ore. Col tempo però, l’edificio inizia a presentare problemi strutturali che porteranno alla chiusura del teatro. I soldi sono finiti. Nel 1979 viene chiuso e nel 2004 si scioglie la Società dei Palchettisti.

Nel 2005 un gruppo di ragazzi entra nel teatro e se ne innamora malgrado le pessime condizioni. Iniziano subito coi lavori e decidono di utilizzarlo quasi così com’è. Il palcoscenico, assente, prenderà il posto della platea, invertendo i due spazi. Nasce così il teatro al contrario. Nel 2006 escogitano l’idea di una finta vendita all’asta del teatro per richiamare l’attenzione e far sapere a tanti della sua esistenza. Dopo 3 anni di lavori, a cui contribuiscono amici, volontari e artigiani, sia del luogo sia dei dintorni, anche i cosiddetti “murATTORI”, e con l’aiuto del comune, nel 2009 il teatro riapre!

Da allora è sempre in attività ed è divenuto un progetto di rilievo nazionale e internazionale. Il gruppo di ragazzi che ha ridato vita a questo meraviglioso teatro oggi è responsabile della direzione artistica anche di eventi e rassegne musicali e culturali del paese e dintorni. Ezio Bosso, nel 2012, ha tenuto un concerto per la prima volta in questo teatro, di cui si è innamorato e ne ha sposato la causa.

Credits: TOGOLOCO

Info Utili

PARCHEGGIO

Piazza IV Novembre e vari parcheggi gratuiti a ridosso del centro

AREA SOSTA CAMPER

Piazza IV Novembre. Solo sosta (no servizi).

ACCESSIBILITÀ

Parziale

PET-FRIENDLY

VISITE GUIDATE

Possibilità di visita guidata tramite la PROLOCO: visita del borgo, compreso teatro, salita alla Torre, le 3 chiese, Villa Malaspina dall’esterno. Su richiesta anche zona naturalistica (Golena+Impianto Idrovoro Torrione con spostamento in autonomia) e organizzazione del pranzo (o indicazioni su ristoranti).

CONTATTARE LA PROLOCO PER LA VISITA GUIDATA SOLO SE SI HA UN GRUPPO DI MINIMO 15 PERSONE (al costo totale di 60 €).

NOLEGGIO BICICLETTE

È richiesta la prenotazione anticipata (T: 335/6955053 E: proloco-gualtieri@libero.it) per noleggiare biciclette per visitare il borgo e la golena

CONTATTI

Proloco Gualtieri

T: 3356955053

E: proloco-gualtieri@libero.it

Nei dintorni

GUALTIERI

Consulta la relativa scheda

LA GOLENA

Particolarmente suggestivo e avvolgente è il paesaggio che si attraversa dirigendosi verso il fiume Po. Si passa per l’oasi naturalistica, un’area protetta, denominata del Caldarèn (piccolo secchio), una distesa infinita di pioppi e salici bianchi, sorta in un ex cava di argilla.

In questa riserva può accadere di frequente di scorgere corvi, aironi o uccelli acquatici, così come ricci, lepri, donnole e volpi. Qui visse anche Antonio Ligabue per stare a maggiore contatto dei suoi amati animali e rifugiarsi dagli abitanti del paese con cui i rapporti erano spesso difficili. Era da questi soprannominato “il matto del paese”.

Contattando la Proloco è possibile partecipare a un visita guidata e scoprire questo affascinante paesaggio naturale che non mancherà di emozionare.

PIEVE SALICETO (a 2 km)

La presenza dell’antica chiesa dell’Annunciazione della Beata Vergine conferisce a questa frazione la sua importanza storica. Il Santuario vi era già nel periodo in cui Brescello era sede vescovile (389-603 d.C.) ma il ruolo di Pieve divenne via via minore dopo la venuta della famiglia Bentivoglio a Gualtieri e l’edificazione della Chiesa di Santa Maria della Neve.

Nel XX secolo si dà avvio a un piano di restauro con la creazione di centri di ricreazione e nuove scuole, in cui fu maestro elementare Benito Mussolini.

La Chiesa dell’Annunciazione della Beata Vergine è ritenuta una delle chiese settecentesche più belle della zona del Po. Dalla struttura architettonica originaria ben conservata, vanta stucchi settecenteschi di particolare pregio di Martino Ferraboschi, sia sul portale sia sull’altare.

BOTTE BENTIVOGLIO – IMPIANTO IDROVORO TORRIONE

Quando ci si trova nella scenografica Piazza Bentivoglio, dinanzi alla magnificenza di Palazzo Bentivoglio, è difficile immaginare che qui, secoli fa, vi erano solo paludi e acquitrini. Iniziarono opere di bonifica prima i romani, quindi i monaci benedettini e infine i Gonzaga ma la vastità dell’area richiedeva un intervento di grande portata. Si trattava di regolare lo scolo delle acque piovane, predisporre un’efficace irrigazione, consentendo così di recuperare ampi territori da destinare all’agricoltura.

Nel 1561 Cornelio Bentivoglio, futuro Marchese di Gualtieri, ricevette l’incarico di dirigere l’opera della Grande Bonifica. Nel 1576, in tre mesi viene realizzata la Botte, un capolavoro di ingegneria idraulica, ancora oggi funzionante e, su richiesta, visitabile.

 

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Teatro Sociale di Gualtieri (RE)

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