Castello di Sarzano (RE)
Una rocca pittoresca
Casina (RE)
Comune di Casina (RE), a 29 km da Reggio Emilia, a 47 km da Parma, a 57 km da Modena.
Raggiungibile in auto fino ai piedi del castello.
Consulta il sito
Gruppo Storico Il Melograno
T: 339 2313875 / 333 2319133
E: gruppostoricomelograno@gmail.com
Lasciati sedurre dall’eleganza e dalla foggia pittoresca di uno dei manieri più belli delle Terre Matildiche. Scopri il Castello di Sarzano, immerso in un luogo suggestivo in cui antico e moderno si fondono.
Nella frazione di Casina si erge una delle fortificazioni medievali più importanti del sistema difensivo matildico: il Castello di Sarzano con annesso l’antico borgo. Posto in un luogo di particolare importanza in termini di difesa, commercio e di pellegrinaggio, è stato abitato da diverse casate nobili. Interamente recuperato è oggi uno dei castelli meglio conservati delle Terre Matildiche. Dalla rocca si gode inoltre di una delle viste panoramiche più suggestive dell’Appennino reggiano, che spazia dal Monte Cimone e dal Monte Cusna fino alla Pietra di Bismantova e al cono del Ventasso.
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Castello di Sarzano (RE)
Comune di Casina (RE), a 29 km da Reggio Emilia, a 47 km da Parma, a 57 km da Modena.
Raggiungibile in auto fino ai piedi del castello.
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Gruppo Storico Il Melograno
T: 339 2313875 / 333 2319133
E: gruppostoricomelograno@gmail.com
Lasciati sedurre dall’eleganza e dalla foggia pittoresca di uno dei manieri più belli delle Terre Matildiche. Scopri il Castello di Sarzano, immerso in un luogo suggestivo in cui antico e moderno si fondono.
Nella frazione di Casina si erge una delle fortificazioni medievali più importanti del sistema difensivo matildico: il Castello di Sarzano con annesso l’antico borgo. Posto in un luogo di particolare importanza in termini di difesa, commercio e di pellegrinaggio, è stato abitato da diverse casate nobili. Interamente recuperato è oggi uno dei castelli meglio conservati delle Terre Matildiche. Dalla rocca si gode inoltre di una delle viste panoramiche più suggestive dell’Appennino reggiano, che spazia dal Monte Cimone e dal Monte Cusna fino alla Pietra di Bismantova e al cono del Ventasso.
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Scopri & Vivi
LA VISITA
Eretto in una zona di passaggio su una direttrice strategica che da Reggio conduceva alla Toscana, il Castello di Sarzano fa parte della seconda linea di fortificazioni del sistema difensivo matildico. Oggi questo complesso monumentale è costituito dal castello vero e proprio nella sommità del colle e dal borgo, di cui fanno parte la ex Chiesa di San Bartolomeo con la canonica, oggi ostello, una casa mezzadrile, adattata a tipica locanda, e un fienile trasformato in ristorante.
Dell’antico complesso restano la torre, oggi campanile, il possente mastio e i resti della doppia cinta muraria.
MASTIO
Anche detto il Torrazzo, è l’edificio più significativo e ampio dell’intero complesso castellano, adibito a funzioni sia difensive sia residenziali. Restaurato di recente, regala un meraviglioso panorama dall’alto della sua terrazza.
LA TORRE
Posta alla sommità del monte di Sarzano, è alta circa 20 metri. Risalente al XIII secolo è stata utilizzata fino al 1960 come campanile, il che ha consentito che si conservassero quasi integre le caratteristiche originarie.
CHIESA
Benché, stando ai documenti, fosse presente una chiesa nel XII secolo, l’attuale Chiesa di San Bartolomeo risale al Cinquecento. In occasione di scavi nel 1997 è stato ritrovato un antico altare di epoca paleocristiana, a testimonianza dell’antichità di un luogo religioso in questa area. Di particolare rilievo all’interno gli affreschi del XVII secolo.
Oggi è sede di vari eventi culturali, tra cui convegni, concerti e mostre.
Storia
Il Castello di Sarzano compare per la prima volta nei documenti in un rogito con cui, nel 958, Atto Adalberto, avo di Matilde, lo acquista insieme al podere. L’origine della rocca sembra però risalire a un’epoca precedente.
Dopo il dominio di Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, e di Matilde stessa, il Castello è abitato dai monaci del monastero di Sant’Apollonio. La famiglia dei Fogliani, nel XIII secolo, dopo uno scontro tra due fazioni guelfe, usurpa i diritti dei monaci e s’insedia nella rocca stabilmente fino al 1516, pur con qualche “convivenza” con altri casati, tra cui gli Estensi.
Nel 1568 subentra ai Canossa il ministro ducale Graziani della Pergola, quindi sua figlia Francesca che si sposerà con il marchese modenese, Paolo Carandini. Uno stemma, non più presente, riportava che nel 1698 i marchesi Carandini fecero restaurare la rocca.
Tornato agli Estensi, il castello viene donato alla Chiesa nel 1839 e nel 1990 ne diviene proprietario il comune, che intraprende un’importante opera di ripristino e restauro conservativo, donando al castello, al borgo e alla Chiesa di San Bartolomeo il loro antico splendore.
Info Utili
PARCHEGGIO
Ampio parcheggio gratuito all’ingresso
AREA SOSTA CAMPER
Piazza Della Fiera – Carpineti
Area Attrezzata con tre posteggi riservati con prese per corrente e camper service gratis.
BIGLIETTO
https://www.gruppostoricoilmelograno.com/
VISITE
Visita solo guidata.
DURATA DELLA VISITA
Circa 1 ora
ORARI
https://www.gruppostoricoilmelograno.com/prenota-ora?category=efcd5c1f-bf8f-4204-9314-776b01620033
ACCESSIBILITÀ
Non accessibile a persone in carrozzina
PET-FRIENDLY
Sono ammessi gli animali
ALTRE INFO
Presso il Castello, è stata allestita un’area food & wine con ristorante da Borgo Bianco Matilde, un progetto innovativo di hospitality che valorizza le eccellenze locali mantenendo vive le istanze culturali, storiche, ambientali ed enogastronomiche del territorio
CONTATTI
T: 339 2313875 / 333 2319133
E: gruppostoricoilmelograno@gmail.com
https://www.gruppostoricoilmelograno.com/
Nei dintorni
A pochi chilometri si trovano il Castello di Carpineti, il Castello di Canossa e il Castello di Rossena e ilCastello di Bianello
Assolutamente da non perdere il minuscolo ma suggestivo BORGO MEDIEVALE DI VERCALLO (a 6 km), tra le mete preferite dai fotografi della zona. Merita una visita anche l’ABBAZIA DI MAROLA, a pochi chilometri da Carpineti, fondata dalla Contessa Matilde tra il 1076 e il 1092.
BORGO DI BERGOGNO (a 6 km)
Tra i meglio conservati del territorio reggiano, sulla sua via principale affacciano le case-torri, le une strette alle altre, creando insieme alle corti un contesto decisamente suggestivo.
ORATORIO ROMANICO DI BELEO (a 6 km)
Citato in un documento del 980, l’odierna costruzione sembra risalire all’XI secolo, sotto il dominio di Matilde di Canossa. Nel 1944 viene pesantemente danneggiato da un attacco aereo. L’oratorio verrà restaurato grazie all’Associazione degli Alpini, divenendo pertanto una “chiesetta alpina”. La facciata reca infatti un’epigrafe in ricordo degli alpini caduti in guerra.
CASTELLO DI LEGUIGNO (a 9 km)
Da non perdere, seppur visitabile solo esternamente in quanto privato, il Castello di Leguigno, citato per la prima volta nei documenti nel 1198. I Fogliani sono i fondatori della rocca e ne rimangono in possesso per molti anni, per poi cederlo al Conte Bebbi e alla sua famiglia. Solo nel 1635 verrà assegnato in feudo ad Antonio Scapinelli e sarà uno dei discendenti della famiglia, il cardinale Raffaele, a far eseguire interventi di ricostruzione del nucleo centrale, della torre e l’erezione di una cappella.
PIEVE DI PIANZO (a 10 km)
Posta isolata nel bacino del torrente Tassobio, risale all’epoca longobarda. Tra i vari episodi legati a questa pieve, si segnalano un saccheggio e un incendio del paese da parte dei soldati di Nicolò III d’este come vendetta per l’omicidio del suo vicario. Originariamente in stile romanico con una sola navata e un’abside quadrata, la parte interna è stata restaurata nel ‘700 in stile barocco. La chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta.
BORGO DI CASTELLARANO
Curiosità
ARS CANUSINA®
All’interno del mastio, una sala al primo piano è stata adibita all’Ars Canusina®. Ma di che si tratta?
Una psichiatra dell’ex manicomio di San Lazzaro, a Reggio Emilia, era appassionata della figura di Matilde di Canossa e delle vicende storiche legate alla sua epoca. Nata nel 1892, il suo nome era Maria Bertolani del Rio. Fu lei negli anni Trenta a ideare nel manicomio un’esperienza artistica e al contempo terapeutica chiamata Ars Canusina (termine derivante da “canossana”, a sua volta da “canuta” (bianca), la roccia bianca arenaria delle rupi), un progetto che coniuga design e arte ispirato dal mito di Matilde. Si volevano incoraggiare ragazzi con patologie psichiatriche a essere autonomi, insegnando loro a creare oggetti artigianali, divenuti poi oggetti culturali. Il metodo con cui venivano realizzati questi manufatti era appunto denominato Ars Canusina e consisteva nel riprodurre gli stilemi e le figure dell’epoca romanica direttamente dalla pietra al foglio.
Tale repertorio figurativo legato al territorio veniva quindi applicato a vari ambiti, tra cui il ricamo, la ceramica, la lavorazione del cuoio e del legno, la scultura e la pittura. Sugli oggetti artistici esibiti in pubblico veniva riportato il monogramma con la lettera “M” e al suo interno lo stemma dei Canossa, il cane con l’osso, e lo stemma del comune di Reggio Emilia.
Nel 1948 Maria del Rio presentò la domanda di brevetto a tutela dei parametri di produzione originali e il marchio fu poi ceduto al Comune nel 1990. Nel 2007 è nato il Consorzio Ars Canusina che ha l’uso esclusivo del marchio.
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L’ATTORE CHRISTOPHER LEE E SARZANO |
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È davvero curioso scoprire che Christopher Lee, attore britannico, è l’ultimo marchese di Sarzano. Il suo nome completo è infatti Sir Christopher Frank Carandini Lee ed è discendente dei marchesi Carandini da parte di madre. |















