Castello di Canossa (RE)
Un castello leggendario
Canossa (RE)
Comune di Canossa (RE), a 25 km da Reggio Emilia, a 40 km da Parma, a 58 km da Modena.
Raggiungibile in auto fino all’ingresso del piccolo borgo.
MAR-VEN: 10-17
SAB-DOM: 10-19
Associazione Matilde di Canossa
T:0522 877104 – 366.8969303
E: associazionematilde@libero.it
Lasciati affascinare dal mito e dalla leggenda. Scopri il Castello di Canossa, famoso in tutt’Europa, caposaldo naturale di controllo dell’intero sistema difensivo fortificato dei Canossa.
Situato in posizione strategica al centro di un importante rete viaria, il Castello di Canossa costituiva una straordinaria barriera per gli eserciti diretti in Italia Centrale e nei territori papali. Le sue mura hanno accolto pellegrini, papi, imperatori e combattenti. Proprio qui si è svolto il celebre “Incontro di Canossa” tra Papa Gregorio VII e l’Imperatore Enrico IV, avvenimento che ha cambiato le sorti della storia.
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Castello di Canossa (RE)
Comune di Canossa (RE), a 25 km da Reggio Emilia, a 40 km da Parma, a 58 km da Modena.
Raggiungibile in auto fino all’ingresso del piccolo borgo.
MAR-VEN: 10-17
SAB-DOM: 10-19
Associazione Matilde di Canossa
T:0522 877104 – 366.8969303
E: associazionematilde@libero.it
Lasciati affascinare dal mito e dalla leggenda. Scopri il Castello di Canossa, famoso in tutt’Europa, caposaldo naturale di controllo dell’intero sistema difensivo fortificato dei Canossa.
Situato in posizione strategica al centro di un importante rete viaria, il Castello di Canossa costituiva una straordinaria barriera per gli eserciti diretti in Italia Centrale e nei territori papali. Le sue mura hanno accolto pellegrini, papi, imperatori e combattenti. Proprio qui si è svolto il celebre “Incontro di Canossa” tra Papa Gregorio VII e l’Imperatore Enrico IV, avvenimento che ha cambiato le sorti della storia.
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Scopri & Vivi
LA VISITA
Una volta in cima alla rupe, lasciati incantare dalla magnifica vista che regala il Castello. Liberando lo sguardo e la fantasia, non sarà difficile immaginare il ruolo di potere e dominio svolto dalla rocca in epoca medievale. Benché ne restino solo dei ruderi, riuscirai ad assaporare il fascino e la suggestione di questo luogo leggendario.
Eretta su una rupe a 576 metri s.l.m., la struttura comprendeva in origine un nucleo residenziale, il palazzo, al centro sulla rupe, e la zona religiosa, nella parte bassa, costituita da un convento con dodici monaci benedettini e dalla chiesa di Sant’Apollonio. La rocca era munita di tre cinte di mura, inframezzate dagli edifici di deposito delle armi e di ricovero dei servi, le scuderie e i fabbricati che formavano i borghi. Benché il castello sia stato più volte distrutto e ricostruito, sono stati rinvenuti reperti di un villaggio dei Liguri e di un insediamento romano. Della rocca, a causa dei gravi danni subiti, restano solo dei ruderi, tracce delle mura meridionali e della cripta della chiesa.
MUSEO “NABORRE CAMPANINI”
Intitolato a un letterato, grande appassionato della storia dei Canossa, questo piccolo museo sorge dove un tempo vi era il palazzo. Attraverso una visita guidata potrai scoprire la storia e il prestigio del Castello di Canossa e l’importanza della figura della Contessa Matilde. Ammirerai inoltre alcuni importanti reperti rinvenuti tra il 1877 e il 1893, tra cui un magnifico fonte battesimale del XI secolo.
Storia
Secondo la leggenda il castello di Canossa è stato costruito nel X secolo da Atto Adalberto, figlio di Sigifredo di Lucca, principe longobardo. È comunque certo che nel 950 vi trovò rifugio Adelaide, la giovane vedova di Lotario, Re d’Italia, perseguitata da Berengario II, re dei Longobardi e futuro Re d’Italia alla morte di Lotario.
Nel 953, Atto Adalberto, che governava il castello, fu aiutato dal Re Ottone I di Germania a respingere l’assedio di Berengario II, che venne fatto prigioniero, liberando quindi Adelaide che il Re sposò. Atto Adalberto venne quindi nominato prima Conte, poi Marchese, acquisendo una notevole fama.
Fu l’occasione per Atto Adalberto per consolidare e ammodernare il castello e per erigere il tempio dedicato a Sant’Apollonio. La fortezza diviene pertanto il centro fortificato del casato degli Attonidi, di origine longobarda, che grazie a una discendente, Matilde di Canossa, avrà un ruolo chiave nelle sorti dell’Europa.
Nel 1077 occorse qui un episodio di grande rilevanza storica, la cosiddetta “Umiliazione di Canossa”, che vide l’imperatore Enrico IV sostare per tre giorni, indossando un saio e a piedi nudi, davanti al Castello, in cui era ospite il papa Gregorio VII, con la speranza che gli venisse da questi revocata la scomunica. Desiderio che verrà esaudito. In seguito, conscio del potere di Matilde, l’imperatore tenta invano un assalto al castello nel 1092.
Alla morte di Matilde, nel 1115, il castello passerà a diversi proprietari, subendo però attacchi e gravi danni. Restaurato, verrà di nuovo pesantemente danneggiato sia dagli assalti sia dalle intemperie e infine dal terremoto. Dopo essere stato dimora di famiglie nobili, nel 1878 i ruderi del castello divengono di proprietà dello Stato Italiano che lo dichiara monumento nazionale. Iniziano così vari interventi di recupero e scavo.
Info Utili
PARCHEGGIO
Ampio parcheggio gratuito all’ingresso del borgo
AREA SOSTA CAMPER
Ciano d’Enza: zona sportiva con vasche svuotamento, gratuita
BIGLIETTO
4 € o 3 € previa visita Castello di Rossena
VISITE GUIDATE
Solo visita guidata. Prenotazione obbligatoria per gruppi.
DURATA DELLA VISITA
Circa 1 ora
ORARI
MAR-VEN: 10-17
SAB-DOM: 10-19
ACCESSIBILITÀ
No
PET-FRIENDLY
Sì
ALTRE INFO
Ai piedi del castello è presente il bar “Andare a Canossa”
CONTATTI
T: 0522 877104 – 366.8969303
E: info@castellodicanossa.com
Nei dintorni
A pochi chilometri si trovano il Castello di Sarzano, il Castello di Carpineti, il Castello di Rossena e il Castello di Bianello. Assolutamente da non perdere il minuscolo ma suggestivo borgo medievale di Vercallo (a 5 km), tra le mete preferite dai fotografi della zona.
A ricordo del soggiorno di Francesco Petrarca nelle terre matildiche, a breve distanza dal Castello di Canossa, sorge il Tempietto di Petrarca, realizzato per volere di un gruppo di artisti e letterati parmensi, patrocinati dalla Duchessa di Parma. Quest’opera è arricchita da decorazioni pittoriche di Francesco Scaramuzza (illustratore di Dante) e da una statua in marmo di Carrara di Tommaso Bandini.
(Visitabile libera da Pasqua 2022 a settembre, domenica e festivi nel pomeriggio con operatore a disposizione)
SITO ARCHEOLOGICO DI LUCERIA
Sorto sul versante destro del fiume Enza, questo sito sembra sia stato frequentato ininterrottamente dal II secolo a.C. al IV secolo d.C. Grazie a degli scavi voluti dai Farnese, alla fine del 1700 vengono ritrovati un tratto di strada selciata e due pozzi. Tra il 1860 e il 1866, ulteriori interventi diretti da Don Gaetano Chierici portano alla luce 19 sepolture a incinerazione. Altre campagne di scavo, condotte tra il 1983 e il 2008, hanno rinvenuto tracce dell’antico abitato. Oggi si possono ammirare le vestigia di un’ampia area pubblica, alcuni fabbricati (tra cui botteghe e abitazioni) e una parte dell’antica strada.
(Aperto da giugno a settembre con possibilità di visita guidata e attività didattiche previa prenotazione. Consultare la pagina facebook: https://www.facebook.com/Luceria1)
BORGO DI VOTIGNO
BORGO DI CASTELLARANO
Curiosità
L’UMILIAZIONE DI CANOSSA
È il periodo della Lotta per le Investiture, così denominato il conflitto tra Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV. Questi, nel tentativo di consolidare la propria autorità, dovendo peraltro mantenere un equilibrio tra la fedeltà dei nobili e il sostegno del pontefice, decide di assegnare la diocesi di Milano, vacante, dando origine a un conflitto con il papa. Non solo, nel 1076, al sinodo di Worms, lo fa dichiarare deposto.
Papa Gregorio VII non tarda a reagire. Un mese dopo emette la sentenza di scomunica contro l’imperatore.
Siamo nel gennaio 1077, in pieno inverno, un inverno particolarmente rigido. Papa Gregorio VII si sta recando in Germania, dove avrebbe presieduto la dieta di Augusta convocata per esprimere un giudizio sulla scomunica di Enrico IV. Saputa la notizia che l’imperatore sta scendendo in Italia per incontrarlo, si rifugia al Castello di Canossa.
Giunto nelle terre matildiche, Enrico IV, cugino della contessa, viene da lei ospitato al castello di Bianello. Enrico conta sull’influenza che Matilde aveva sul pontefice e sulla sua mediazione per ottenere la revoca della scomunica. La contessa, certa della sincera volontà dell’imperatore, intercede presso il papa, che si mostra disponibile in tal senso purché l’imperatore si mostri pentito e garantisca fedeltà al papa e alla Santa Sede.
Enrico IV, con indosso solo un saio, a piedi nudi sulla neve, aspetterà tre giorni inginocchiato davanti al portale del Castello di Canossa prima che il papa decida di riceverlo. L’imperatore giurerà quindi fedeltà a Gregorio VII ottenendo la revoca della scomunica. Episodio che passò alla storia anche come “Il perdono di Canossa”.
Proprio da questo episodio è divenuto celebre il detto “Andare a Canossa”, metafora di una profonda umiliazione, detta quando si ammette di aver sbagliato e si chiede perdono. Frase pronunciata anche da Bismarck nel 1872: “Non preoccupatevi, noi non andremo mai a Canossa, né con il corpo, né con lo spirito!”. L’episodio di Canossa, in cui un imperatore chiede perdono a un Pontefice è un’onta per la nazione tedesca.


















