Delizia Estense del Verginese (FE)
Una “delizia” in tutti i sensi
Gambulaga (FE)
Comune di Portomaggiore (FE), a 22 km da Ferrara, a 65 km da Bologna.
Raggiungibile in auto.
Consulta Sezione INFO UTILI
Sarai ammaliato dal suo incanto, affascinato da questo piccolo ed elegante castello bianco e rosso, con torri, merli e un magnifico giardino. Scopri la Delizia Estense del Verginese, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Il termine “delizia” indica le residenze di città e di campagna degli iEstensi, in cui la famiglia d’Este si recava per rilassarsi e distrarsi e al contempo per controllare il territorio. Il suo particolare nome deriva da quello del canale “De lo Verzenese”, utilizzato dal casato per giungere alla Delizia di Gambulaga, una delle 19 del territorio ferrarese. Questa dimora estiva è oggi una delle poche che attesta la grandezza e il prestigio dei signori di Ferrara. Fai un viaggio tra storia e natura sospeso nel tempo!
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Delizia Estense del Verginese (FE)
Comune di Portomaggiore (FE), a 22 km da Ferrara, a 65 km da Bologna.
Raggiungibile in auto.
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Sarai ammaliato dal suo incanto, affascinato da questo piccolo ed elegante castello bianco e rosso, con torri, merli e un magnifico giardino. Scopri la Delizia Estense del Verginese, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Il termine “delizia” indica le residenze di città e di campagna degli iEstensi, in cui la famiglia d’Este si recava per rilassarsi e distrarsi e al contempo per controllare il territorio. Il suo particolare nome deriva da quello del canale “De lo Verzenese”, utilizzato dal casato per giungere alla Delizia di Gambulaga, una delle 19 del territorio ferrarese. Questa dimora estiva è oggi una delle poche che attesta la grandezza e il prestigio dei signori di Ferrara. Fai un viaggio tra storia e natura sospeso nel tempo!
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Scopri & Vivi
LA VISITA
Il riconoscimento dell’UNESCO lo si deve al fatto che le Delizie esprimono in modo eccezionale l’influenza della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale, in questo caso della città di Ferrara e del Delta del Po. Queste monumentali residenze non saranno solo luogo di svago, teatri di amori e tradimenti o di battute di caccia. Grazie alla vicinanza ai corsi d’acqua, svolgeranno anche un ruolo di governo strategico nell’ambito delle grandi opere di bonifica del territorio.
La Delizia è composta dalla struttura principale, dalla Chiesetta, dalla Vinaia del Sapere, dal giardino, anche detto “Il Brolo”, e dalla Torre colombaia.
Il piano terra del castelletto presenta un soffitto ligneo a cassettoni, originario del Rinascimento, forse un tempo affrescato con un cielo stellato, un pavimento in cotto moderno ma fedele all’originale del Cinquecento e da un arco con due talamoni in gesso risalenti agli interventi settecenteschi.
Nel salone principale, anche detto “Salone degli Specchi”, si può ammirare la sala più ampia e importante di tutta la villa, ove si ospitavano cene, balli e incontri di rappresentanza. Qui, dal 2006, è ospitata la Mostra permanente “Mors Inmatura”, una collezione di reperti archeologici rinvenuti in una necropoli romana del I-II secolo d.C. a poca distanza dalla Delizia. È composta da 12 tombe di un’unica famiglia, i Fadieni, benestanti della prima epoca imperiale, che, come si evince dalle epigrafi, aspirano all’immortalità.
Al primo piano si trovano due camere da letto, avendo esse il camino, con soffitti in stile liberty del Novecento. Dalle camere si può ammirare una splendida vista sul magnifico giardino e sulla torre colombaia. È inoltre presente un’esposizione sulla civiltà contadina realizzata con incredibili modellini di Mario Maranini assolutamente da non perdere.
La chiesetta, eretta nel 1569, ha conservato alcuni affreschi degli inizi del Novecento.
La Vinaia del Sapere, un ex essicatoio restaurato di recente, è oggi la location ideale per eventi culturali, come convegni, concerti e mostre, così come di matrimoni e altri eventi privati.
IL BROLO
Questo termini indica un antico giardino rinascimentale, attorniante le dimore nobiliari, composto principalmente da fiori e alberi da frutto, ideato per regalare uno spazio di quiete e relax. In questo caso è stato realizzato una sorta di raccordo tra il castelletto e la torre colombaia allo scopo di valorizzare entrambi. Il Brolo è un labirinto che si snoda tra peri, meli, melograni, aiuole e praterie fiorite, arricchiti dai roseti e dalla vite. Il contesto ideale per un rinfresco o per il servizio fotografico del proprio matrimonio.
La torre colombaia fungeva da torre di avvistamento che ospitava i colombi viaggiatori.
Storia
Realizzata come casale agricolo alla fine del Quattrocento, la Delizia entrerà in possesso del duca di Ferrara Alfonso I d’Este, sotto il quale acquista il suo massimo splendore.
A metà del Cinquecento, la Delizia è oggetto di interventi di ampliamento e trasformazione nel suo attuale aspetto, voluti da Laura Dianti, “terza moglie” del Duca (anche se non esistono documenti del matrimonio), da cui la riceve in regalo. Alla morte di Laura, nel 1573, passa al figlio Alfonso, quindi al nipote Cesare d’Este, duca di Modena e Reggio.
Dopo vari altri proprietari, nel 1771 sarà della famiglia Bargellesi, che faranno costruire il portico collegante la chiesa al castello e decorare il piano terra con gli stucchi. Agli inizi del Novecento verranno aggiunte altre decorazioni pittoriche in stile liberty nel piano nobile e nella chiesetta.
Nel 1932 la Delizia viene ceduta alla Cassa di Risparmio di Ferrara, quindi messa all’asta nel 1934 e acquistata dalla famiglia Fontana, che ne sarà la proprietaria fino al 1972. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Delizia viene occupata da soldati e sfollati oltre a fungere da ricovero per animali. Nel 1972 viene donata alla Provincia di Ferrara e sarà oggetto di altri interventi di restauro, tra cui quello del giardino nel 2000, che la riportano al suo antico splendore.
Info Utili
PARCHEGGIO
Ampio parcheggio gratuito all’ingresso
AREA SOSTA CAMPER
Area camper presso Agriturismo Ai Due Laghi
BIGLIETTO
Ingresso intero € 3; ridotto € 2; sotto i 6 anni e disabili gratuito
VISITE
Tutte le domeniche visite guidate, comprese nel biglietto: ore 11 “A Casa d’Este”, villa e giardino; ore 15.30 “Mors Inmatura”- Consentita anche la visita libera
DURATA DELLA VISITA
Visita guidata di circa un’ora
ORARI
Tutto l’anno:
MER-VEN: 8.30-13.30
DA MARZO A OTTOBRE:
SAB-DOM e festivi 9-12.30/15.30-19.
DA NOVEMBRE A FEBBRAIO:
SAB-DOM e festivi 10-13/14-17
ACCESSIBILITÀ
Parte interna solo piano terra e parte esterna
PET-FRIENDLY
Sì
ALTRE INFO
Attività culturali e didattiche, servizio di organizzazione convegni, mostre e workshop
LOCATION PER EVENTI
Contesto suggestivo per matrimoni (rito civile celebrato nella chiesetta) – Eventi privati e aziendali
CONTATTI
T:335 236673
E: verginese@atlantide.net
In evidenza
EVENTI
Scopri qui tutti gli eventi:
http://www.atlantide.net/amaparco/delizia-estense-del-verginese-tutti-gli-eventi/
Curiosità
CHI ERA LAURA DIANTI?
È certamente una delle figure femminili cruciali di Casa d’Este. Alla morte di Lucrezia Borgia, moglie del Duca Alfonso I d’Este, tra questi e Laura inizia una relazione, che sfocerà in un matrimonio, di cui però non è stato ritrovato alcun documento ufficiale. Eppure è per Laura, soprannominata Eustochia, che il Duca fa costruire l’attuale Palazzina degli Aventi a Ferrara e che lui, soprattutto, menziona in alcuni codicilli allegati al testamento in una fase successiva.
Poco prima della morte, Alfonso I riconosce i due figli avuti con Laura, Alfonso e Alfonsino ed è a loro e alla madre che, cinque giorni prima del decesso, lascia la Delizia del Verginese, pur avendola già donata al figlio legittimo Ercole. Si suppone sia stato lui a distruggere l’atto di matrimonio tra il padre e Laura.
Pur essendo nata in una famiglia umile, Laura, occupandosi dell’educazione dei figli, si accultura e nel tempo crea intorno a sé un cenacolo di scrittori, poeti e intellettuali che frequentano la corte. Stringe inoltre una forte amicizia con Renata di Francia, moglie di Ercole II d’Este, figlia del Re di Francia, calvinista, mentre Laura era fortemente cattolica. Due donne apparentemente diverse ma sinceramente legate l’una all’altra, tanto che Renata, quando Laura muore, invia una missiva di condoglianze.
La “singolar bellezza” di Laura che aveva fatto innamorare il Duca viene ritratta da Tiziano, su richiesta del Duca. L’originale appartiene a una collezione privata, mentre ne è conservata una copia, eseguita da Carracci, alla Galleria Estense di Modena, e un’altra, di un anonimo, alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara.

















