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Borgo di San Leo (RN)

Un imperdibile gioiello

San Leo (RN)

Comune di San Leo, a 33 km da Rimini, a 46 km da Riccione, a 54 km da Cattolica.

Raggiungibile in auto, parcheggiando all’interno del borgo o all’esterno. Possibilità di prenotare la navetta presso Ufficio Turistico.

Raggiungibile in auto, parcheggiando all’interno del borgo o all’esterno. Possibilità di prenotare la navetta presso Ufficio Turistico.

Ufficio Turistico, Palazzo Mediceo,

Piazza Dante 14

T: 0541926967

E: info@sanleo2000.it

https://www.san-leo.it/

 

“La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese” (Umberto Eco).

Un vero e proprio gioiello, che domina dall’alto del suo imponente masso sulla Valmarecchia. Un antico borgo e importante luogo strategico di rara bellezza, suggestione e pace, intriso di storia e di arte, che entrerà nel cuore di chi lo visita.

“Borgo più bello d’Italia”, “Bandiera Arancione” e “Borgo accogliente” del Touring Club Italiano, San Leo si estende in cima a un vertiginoso masso nella valle del Marecchia. La sua imponente rocca dal fascino misterioso, le sue due chiese di singolare bellezza, la splendida terrazza panoramica sulla Valmarecchia e il Montefeltro rendono San Leo un gioiello imperdibile. Le tante vicende militari e storiche, il passaggio di San Francesco nel 1213, seguito da Dante nel 1306, e il mistero attorno alla figura di Cagliostro danno vita a un luogo affascinante e misterioso tutto da scoprire.

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Borgo di San Leo (RN)

Borgo di San Leo (RN)

Un imperdibile gioiello

San Leo (RN)

Comune di San Leo, a 33 km da Rimini, a 46 km da Riccione, a 54 km da Cattolica.

Raggiungibile in auto, parcheggiando all’interno del borgo o all’esterno. Possibilità di prenotare la navetta presso Ufficio Turistico.

Raggiungibile in auto, parcheggiando all’interno del borgo o all’esterno. Possibilità di prenotare la navetta presso Ufficio Turistico.

Ufficio Turistico, Palazzo Mediceo,

Piazza Dante 14

T: 0541926967

E: info@sanleo2000.it

https://www.san-leo.it/

 

“La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese” (Umberto Eco).

Un vero e proprio gioiello, che domina dall’alto del suo imponente masso sulla Valmarecchia. Un antico borgo e importante luogo strategico di rara bellezza, suggestione e pace, intriso di storia e di arte, che entrerà nel cuore di chi lo visita.

“Borgo più bello d’Italia”, “Bandiera Arancione” e “Borgo accogliente” del Touring Club Italiano, San Leo si estende in cima a un vertiginoso masso nella valle del Marecchia. La sua imponente rocca dal fascino misterioso, le sue due chiese di singolare bellezza, la splendida terrazza panoramica sulla Valmarecchia e il Montefeltro rendono San Leo un gioiello imperdibile. Le tante vicende militari e storiche, il passaggio di San Francesco nel 1213, seguito da Dante nel 1306, e il mistero attorno alla figura di Cagliostro danno vita a un luogo affascinante e misterioso tutto da scoprire.

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Scopri & Vivi

COSA VEDERE NEL BORGO DI SAN LEO

PIAZZA DANTE

Nucleo centrale del borgo, è il primo luogo che si scorge. Intitolata a Dante, qui ospitato, è caratterizzata da una splendida fontana, attorniata da diversi palazzi nobiliari.

PALAZZO DELLA ROVERE

Costruito nei primi del ‘600 per i Della Rovere, un’importante famiglia che succedette ai Montefeltro, è il primo palazzo gentilizio che si nota varcata la porta di accesso al borgo. Lo stemma famigliare, un tempo sul portale d’ingresso, si trova oggi murato in un’abitazione nella vicina Via Montefeltro. Oggi il palazzo è sede del Municipio.

PALAZZO MEDICEO

Eretto tra il 1517 e il 1523, è un palazzo rinascimentale signorile che i Ricasoli, aristocratici fiorentini, vollero in stile toscano: una corte centrale attorniata da ampie sale di rappresentanza e la targa col giglio sul portale.

Il suo nome deriva dal fatto che avrebbe dovuto ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro in nome della Repubblica Fiorentina. Oggi qui hanno sede il Museo di Arte Sacra, la biblioteca, l’archivio storico e l’Ufficio Turistico.

LA CATTEDRALE

Splendido esempio dello stile romanico, fu edificata a partire dal 1173 sui resti di una chiesa del VII secolo di cui rimangono alcuni capitelli e leoni alati. Il portale d’ingresso è sul lato, sormontato dai busti di San Leo e San Valentino, resti dell’antica chiesa.

Tramite due scalette (sotto quella di sinistra è situato il coperchio del sarcofago di San Leone del VI secolo) si scende nella suggestiva cripta a tre navate. La cattedrale è un esemplare raro di ottima acustica, tanto da essere scelta da artisti tra cui Ennio Morricone, Salvatore Accardo e Uto Ughi.

LA PIEVE

Considerata uno dei monumenti medievali più affascinanti dell’Italia centrale, la Pieve è dedicata a Santa Maria Assunta ed è il monumento religioso più antico del Montefeltro. Eretta nel X secolo – anche se alcuni la fanno risalire all’VIII – presenta all’interno tre navate e pianta a croce latina. Da non perdere la cripta!

LA TORRE CAMPANARIA

Risalente al XII secolo, la torre è un altro splendido esempio dell’architettura romanica. Alta 34 metri, sorge appartata su un affioramento roccioso sulla vetta del “Monte Guardia”. La sua collocazione appartata la rendeva un tempo rifugio per il Vescovo e i canonici.

Poco prima delle ore 12 vale la pena salire in cima per godere, da un lato, del magnifico panorama a 360° sulla valle, e dall’altro, ascoltare il meraviglioso suono delle quattro splendide campane, ammirandone il tipico movimento.

LA FORTEZZA

Consulta la relativa scheda.

IL BELVEDERE

Una splendida terrazza panoramica da cui godere una vista imperdibile sulla Valmarecchia e sul Montefeltro, magari seduti su una panchina, in piena unione con la magnifica natura circostante.

Storia

Un importante insediamento romano dà origine all’antico nome del borgo, Mons Feretrus, da cui Montefeltro, creato attorno a un tempio consacrato a Giove Feretrio (sito probabilmente sotto l’attuale cattedrale).

Pare che i Romani, già nel III secolo, edificarono una fortezza inespugnabile sulla cima del monte. Il nome del borgo deriva però dal santo dalmata Leo che diffuse il Cristianesimo nella zona nel IV secolo insieme a San Marino.

Leone è ritenuto il primo vescovo di Montefeltro secondo la tradizione e San Leo, tra il VI e il VII secolo, diviene capoluogo del Montefeltro. Fu teatro di lotte tra longobardi e bizantini, guelfi e ghibellini, Malatesta e Montefeltro. Nel 1631, quando il ducato di Urbino passò sotto il dominio diretto dello Stato Pontificio, San Leo cessò di essere uno strumento di guerra e divenne un carcere.

Uno dei personaggi più misteriosi e astuti dell’età de Lumi, Alessandro conte di Cagliostro, il cui vero nome era Giuseppe Balsamo, fu rinchiuso nella fortezza per quattro anni e morì il 26 agosto 1795. Nel 1844 anche Felice Orsini, un patriota mazziniano, fu imprigionato in questo castello.

Credits: TOGOLOCO

Info Utili

PARCHEGGIO

Ampio parcheggio a pagamento all’ingresso del borgo; anche zone gratuite. Area gratuita per moto. Fuori paese ampio parcheggio per auto, pullman e camper. Anche presso il Cimitero (distanza di circa 500 metri). Possibilità di prenotare navetta all’Ufficio Turistico.

DURATA MEDIA DELLA VISITA

Mezza Giornata

ACCESSIBILITÀ

Area parcheggio riservata in Via Michele Rosa

PET-FRIENDLY

Sì

ALTRE INFO

(Per l’ingresso alla torre si consiglia di acquistare il biglietto unico partendo dalla visita della Fortezza).

Presso il castello possibilità di matrimonio e ricevimento

CONTATTI

Ufficio Turistico

Palazzo Mediceo, Piazza Dante 14

T: 0541 926967

E: info@sanleo2000.it

In evidenza

EVENTI

  • Sagra delle Ciliegie – (maggio)
  • San Leo Festival – Festa della grande musica (luglio)
  • AlchimiAlchimie – Festa che celebra Cagliostro (agosto)

Per tutti gli altri eventi e per aggiornamenti consulta il sito:

https://www.san-leo.it/eventi/

 

 

Nei dintorni

CONVENTO DI SANT’IGNE (a 3 km da San Leo)

Poco distante da San Leo è situato il Convento di Sant’Igne, un magnifico esempio di architettura religiosa medievale. Il nome (ignis = fuoco) deriva da un racconto leggendario secondo cui qui avvenne il miracolo dell’apparizione luminosa del sacro fuoco. Questo avrebbe indicato a San Francesco, a cui viene attribuita la fondazione del convento, il “sentiero perduto”.

Consacrata nel 1244, al suo interno si trova una parte del tronco dell’olmo sotto cui San Francesco predicò. Nel convento è presente un suggestivo chiostro con venti colonne e un campanile con lo stemma di Federico da Montefeltro.

Nel 1213, durante una missione apostolica, San Francesco si fermò a San Leo. Quel giorno si festeggiava l’investitura come cavaliere di Montefeltrano II, figlio di Bonconte di Montefeltrano.

Tra gli ospiti vi era il Conte Orlando de’ Cattani, signore di Rocca di Chiusi nel Casentino, che offrì a San Francesco i possedimenti sul monte della Verna, luogo ideale per la contemplazione, dove al Santo vennero le Sacre Stimmate. L’incontro tra il benefattore e San Francesco avvenne in una sala del Palazzo dei Conti Nardini, oggi trasformata in cappella.

Curiosità

CHI ERA CAGLIOSTRO?

Neppure la più fervida fantasia di un talentuoso scrittore avrebbe potuto inventare una figura così singolare e dalla vita così avventurosa da divenire noto in tutto il mondo.

Nato a Palermo nel 1743, Giuseppe Balsamo, in seguito conosciuto come Conte di Cagliostro, veste di volta in volta panni diversi. Affidato dalla famiglia a un Convento dove si appassiona di erbe medicinali e tisane, una volta uscito si sposa con Lorenza Feliciani e insieme a lei inizia a viaggiare in Italia e tra le varie corti d’Europa. A Roma diventa un falsario di documenti e si spaccia per un colonnello del Re di Prussia, a Bergamo viene arrestato per truffa, a Londra organizza un ricatto, si finge pittore e viene imprigionato.

A San Pietroburgo si spaccia per un colonello spagnolo; a Strasburgo veste i panni del medico prescrivendo tisane a base di erbe. Pian piano la sua fama arriva all’apice, al punto da essere invitato da personaggi di spicco di tutta Europa tra cui re, regine e cardinali, per farsi aiutare nelle loro scelte e di cui Cagliostro cercherà di servirsi per ottenere la legittimazione del Papa dell’Ordine massonico-religioso che costituisce. Stringe così rapporti importanti con varie personalità nell’ambito massonico, in ambienti aristocratici.

Alchimista, mago, esoterista, guaritore, viene menzionato da scrittori del calibro di Goethe o visto come fonte di ispirazione per Dumas, Tolstoj e Schiller. Dopo una campagna di stampa avviata nei suoi confronti per dare risalto ai suoi imbrogli, ai suoi arresti e ai vari titoli decantati, giunge a Roma speranzoso di ottenere udienza dal Papa. Tuttavia, due spie proprio dello Stato Pontificio si infiltrano nel suo ordine massonico. Facendo loro compiere le cerimonie iniziatiche, Cagliostro viola le norme ecclesiastiche che vietavano l’organizzazione di ordini massonici.

Denunciato anche dalla moglie, l’Inquisizione lo fa arrestare e imprigionare a Castel Sant’Angelo. Colpito da gravissime imputazioni che prevedono la pena di morte, l’avvocato tenta di farlo passare da ciarlatano, per privarlo di ogni credibilità.

Viene quindi trasferito a San Leo nel 1791 e rinchiuso nella fortezza, nella cella chiamata il Pozzetto. Dopo manifestazioni di devozione tramite preghiere e digiuni, inizia a mostrare segni di instabilità psichica. Morirà il 23 agosto 1795 sul tavolaccio della cella. Si racconta che la sua salma sia stata rinvenuta nel 1797 da truppe polacche che assunsero il dominio della Rocca.

Di se stesso, al Procuratore di Parigi, disse nel 1786:

“La verità su di me non sarà mai scritta, perché nessuno la conosce…io sono colui che è…io sono Cagliostro”.

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Borgo di San Leo (RN)

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