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Borgo La Scola (BO)

Un suggestivo angolo di Medioevo

Vimignano-La Scola (BO)

 

Borgo La Scola: Un tuffo nel Medioevo in un luogo fiabesco e incantato dove il tempo sembra essersi fermato. Un minuscolo borgo medievale, incastonato in un magnifico contesto naturale, in cui perdersi tra le sue case di pietra e i vicoli acciottolati alla scoperta di uno scorcio suggestivo e di particolare bellezza dell’Appennino. Un’esperienza quasi surreale.

Borgo La Scola, nell’Appennino bolognese, è uno dei borghi medievali meglio conservati e più caratteristici del territorio. Non appena lo si scorge si rimane incantati, ti sembra di tornare indietro nel tempo, in un’atmosfera surreale avvolta dal silenzio, tra torri, scalinate, archi in pietra e dimore ben curate. Passeggiare tra i suoi vicoli libera la fantasia, stimola la curiosità, invita alla scoperta. La scoperta di un vero e proprio gioiello da cui restare affascinati.  

Borgo La Scola (BO)

Un suggestivo angolo di Medioevo

Vimignano-La Scola (BO)

 

Borgo La Scola: Un tuffo nel Medioevo in un luogo fiabesco e incantato dove il tempo sembra essersi fermato. Un minuscolo borgo medievale, incastonato in un magnifico contesto naturale, in cui perdersi tra le sue case di pietra e i vicoli acciottolati alla scoperta di uno scorcio suggestivo e di particolare bellezza dell’Appennino. Un’esperienza quasi surreale.

Borgo La Scola, nell’Appennino bolognese, è uno dei borghi medievali meglio conservati e più caratteristici del territorio. Non appena lo si scorge si rimane incantati, ti sembra di tornare indietro nel tempo, in un’atmosfera surreale avvolta dal silenzio, tra torri, scalinate, archi in pietra e dimore ben curate. Passeggiare tra i suoi vicoli libera la fantasia, stimola la curiosità, invita alla scoperta. La scoperta di un vero e proprio gioiello da cui restare affascinati.  

Scopri & Vivi

COSA VEDERE NEL BORGO LA SCOLA

Benché il borgo sia minuscolo, vale la pena goderselo appieno con calma, passeggiando tra i suoi vicoli, per ammirare nel silenzio e nella quiete quasi irreali le sue bellezze e apprezzarne i suggestivi scorci. Sono una decina le torri incorporate presenti nel borgo, simili a case fortificate, unite in sette nuclei, con tre corpi principali collegati tra loro che danno vita a un magnifico gioco di volumi in perfetta armonia con il paesaggio circostante.

Sicuramente, tra tutti i borghi in pietra, La Scola è tra quelli più suggestivi, grazie al sapiente lavoro dei Maestri Comacini che utilizzando materiali poveri, legno e pietra hanno realizzato edifici che hanno resistito al trascorrere del tempo. Umili dimore e residenze signorili, oratori e torri, collegati da viuzze e stradine acciottolate.

Tra gli edifici più importanti vi è Casa Parisi, la famiglia proprietaria del borgo fino al 1700, con affaccio sulla corte centrale, finestre decorate e porticati. Al suo interno si trova un ampio salone con camino del 1575. Tra i loro membri vi furono notai, dottori in legge, prelati e capitani, che si guadagnarono una posizione di prestigio. Di fronte a Casa Parisi si trova la loro dimora precedente, del 1300, sulla cui facciata è presente una meridiana del 1700 con lo stemma della famiglia, presumibilmente rimosso nel periodo Napoleonico.

Alla fine del 1700 borgo La Scola era uno dei più abitati con 16 famiglie e vantava tre oratori, di cui oggi rimangono solo quello di San Pietro e di San Francesco. Passando sotto il voltone Parisi e percorrendo il vicolo ci si trova di fronte al maestoso cipresso di 700 anni, alto 25 metri, dichiarato monumento nazionale. Nel borgo si noterà inoltre un gruppo di case a torre collegate tra loro, detto il Pavaglione, dove avevano sede le associazioni di artigiani.

Abitato oggi da poche anime, come testimoniano i fiori e le piante curate che abbelliscono le sue varie stradine, il borgo è sotto il vincolo urbanistico da più di 40 anni, il che ha consentito di conservarlo nella sua interezza ed è oggi riconosciuto come centro storico. Qui il clima, particolarmente favorevole, ha permesso inoltre la diffusione di alcune specie vegetali come capperi e ulivi, che non si può dire siano propriamente autoctone.

Essendo un piccolo borgo abitato, è doveroso visitarlo rispettando l’atmosfera raccolta e silenziosa, senza arrecare disturbo ai suoi abitanti.

Storia

L’origine di questo magico borgo sembra risalire al VI sec. d.C., quando sul crinale in cui è situato si estendeva il confine tra il regno dei Longobardi a sud e l’Esarcato di Ravenna a nord. Il nome deriverebbe da Scolcola, abbreviazione di Sculca o Scolca con presunta origine germanica (Skulk), ossia vedetta, posto di guardia.

Il borgo così come è oggi si è sviluppato tra il 1300 e il 1500, quando i contadini presero possesso delle terre di proprietà di monasteri o di nobili rientrati in città, realizzando case e laboratori artigianali. Alla fine del 1200 arrivò da Prato la famiglia Parisi, che commerciava lana grezza, e che rimane a La Scola fino all’estinzione.

I Maestri Comacini, ossia corporazioni di imprese edili costituite da muratori, stuccatori, costruttori professionisti di Milano e Como, trasformarono qui le vecchie torri in dimore civili. Realizzarono così magnifiche opere di architettura medievale, denominate “libri di pietra” su cui erano riportati dei messaggi attraverso simboli. Ne sono testimonianza i vari simboli presenti sugli edifici, come i seni, le salamandre o il sole delle Alpi.

Credits: TOGOLOCO

Info Utili

PARCHEGGIO

All’ingresso del borgo, gratuito

DURATA MEDIA DELLA VISITA

1 ora

ACCESSIBILITÀ

No

PET-FRIENDLY

ALTRE INFO

Visite guidate con l’Associazione Culturale Sculca nei fine settimana (segreteria@borgoscola.net / Tel. 3332211840 dalle 15.30 -18.30 dal lunedì al venerdì)

CONTATTI

Associazione Culturale Sculca

T: 3332211840

E: segreteria@borgoscola.net

In evidenza

Nei dintorni

SANTUARIO D MONTOVOLO (a 6 km)

Situato all’interno del Parco di Montovolo, le sue origini sembrano risalire all’epoca degli Etruschi, benché la lunetta sul portale riporti la data del 1211. Addirittura i resti della cripta sarebbero riconducibili all’età proto-romanica. Fino alla costruzione del Santuario di San Luca, quello di Montovolo era il principale centro di devozione bolognese. Riportato al suo antico splendore, presenta una cripta di particolare importanza quale testimonianza della chiesa originaria. Uno degli amministratori del Santuario fu il Conte Cesare Mattei, colui che volle la costruzione di Rocchetta Mattei.  Poco al di sopra si trova l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, risalente agli inizi del ‘200, che conserva all’interno splendidi affreschi quattrocenteschi.

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Consulta la relativa scheda

BORGO DI TRESANA (a 29 km)

Una minuscolo quanto incantevole borgata di poche case in sasso tra antichi castagneti e faggeti, che creano un’atmosfera fiabesca, attorniata da prati fioriti d’estate, dal fruscio del ruscello e dal verde della vegetazione. Le abitazioni, ristrutturate e particolarmente curate, si affacciano quasi tutte su una corte, il nucleo centrale del borgo. Vale la pena visitarlo in luglio o in agosto, quando tappezzato di ortensie, si colora di azzurro e di viola. Uno spettacolare davvero incantevole.

Curiosità

PRESEPE

Da non perdere, nel periodo Natalizio, il presepe decisamente curioso e originale allestito tra i vicoli e gli anfratti del borgo. 

Fai un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio artistico e culturale, della storia, dei personaggi illustri e dei luoghi che rendono unica l’Emilia-Romagna.

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Borgo La Scola (BO)

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