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Borgo di Fiumalbo (MO)

Un antico borgo, una "Città d'Arte"

Fiumalbo (MO)

Comune di Fiumalbo, a 76 km da Modena.
Raggiungibile in auto fino all’ingresso del borgo.
In ogni stagione dell’anno. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA.

Ufficio Informazioni:

Via Capitano Alberto Coppi, 10

T: 0536 73909

E: info@fiumalbocittadarte.it

https://fiumalbocittadarte.it/

 

Il Borgo di Fanano: a ritroso nel tempo, alle antiche origini celtiche, a contatto con una natura pura e incontaminata. Incantevoli vicoli e stradine con edifici in pietra dell’atmosfera medievale. La rocca millenaria che domina imponente dall’alto. Uno scrigno d’arte, storia e cultura, tutto da scoprire, da contemplare.

Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, Bandiera Arancione del Touring Club e 2° comune in Emilia-Romagna a ottenere la “Bandiera Lilla” (accoglienza di persone con disabilità), Fiumalbo è stata eletta “Città d’Arte” nel 1990 per il suo pregio artistico e architettonico. In un contesto in cui il tempo pare sospeso tra passato e presente e il silenzio struggente inframezzato dal fragore incessante dei suoi due torrenti, Fiumalbo svela le proprie antiche tradizioni, i propri sapori genuini, il proprio fascino invariato nel tempo. Ai piedi del Monte Cimone e attorniato da una rigogliosa natura fatta di boschi lussureggianti, torrenti e praterie, questo antico borgo saprà regalare intriganti suggestioni in svariate declinazioni.

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Borgo di Fiumalbo (MO)

Borgo di Fiumalbo (MO)

Un antico borgo, una "Città d'Arte"

Fiumalbo (MO)

Comune di Fiumalbo, a 76 km da Modena.
Raggiungibile in auto fino all’ingresso del borgo.
In ogni stagione dell’anno. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA.

Ufficio Informazioni:

Via Capitano Alberto Coppi, 10

T: 0536 73909

E: info@fiumalbocittadarte.it

https://fiumalbocittadarte.it/

 

Il Borgo di Fanano: a ritroso nel tempo, alle antiche origini celtiche, a contatto con una natura pura e incontaminata. Incantevoli vicoli e stradine con edifici in pietra dell’atmosfera medievale. La rocca millenaria che domina imponente dall’alto. Uno scrigno d’arte, storia e cultura, tutto da scoprire, da contemplare.

Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, Bandiera Arancione del Touring Club e 2° comune in Emilia-Romagna a ottenere la “Bandiera Lilla” (accoglienza di persone con disabilità), Fiumalbo è stata eletta “Città d’Arte” nel 1990 per il suo pregio artistico e architettonico. In un contesto in cui il tempo pare sospeso tra passato e presente e il silenzio struggente inframezzato dal fragore incessante dei suoi due torrenti, Fiumalbo svela le proprie antiche tradizioni, i propri sapori genuini, il proprio fascino invariato nel tempo. Ai piedi del Monte Cimone e attorniato da una rigogliosa natura fatta di boschi lussureggianti, torrenti e praterie, questo antico borgo saprà regalare intriganti suggestioni in svariate declinazioni.

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Scopri & Vivi

COSA VEDERE NEL BORGO DI FIUMALBO

Scoprire il borgo vuol dire perdersi tra le sue tante viuzze, tra gli angoli a volte angusti, ammirando gli edifici in pietra, i tetti in arenaria, scorgendo la Rocca che dall’alto, con la sua imponenza, domina sul paese. Vuol dire entrare nelle piccole botteghe, per gustare i sapori genuini del territorio, e conoscere i suoi abitanti, tanto abituati all’isolamento quanto ospitali e coinvolgenti con i loro racconti.

A Fiumalbo tanti sono gli edifici di culto (chiese, oratori, conventi e cappelle) che lo rendono, più di altri paesi, uno dei luoghi con un patrimonio artistico e culturale senza pari, neppure rispetto a centri più estesi. Già la presenza del prete al giuramento di fedeltà al Comune di Modena nel 1197 è segno sia dell’esistenza di una chiesa sia dell’importanza dell’autorità religiosa nella vita comunitaria dell’epoca.

ORATORIO DI SAN ROCCO

All’ingresso del centro storico sorge questo monumentale oratorio, risalente al 1418, completamente costruito in conci di arenaria e in stile rinascimentale toscano. Il suo interno è stato affrescato nel 1535 dal pittore carpigiano Saccacino Saccacini, collaboratore del noto xilografo Ugo da Carpi. Forte è l’impatto non appena si entra, grazie anche all’esplosione dei colori risaltati dalla luce che penetra dalle finestre.

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO

Affacciata sulla piazza centrale, la sua prima costruzione, completamente in pietra, risale al 1220, di cui rimangono frammenti lapidei in fondo alla navata di sinistra e dietro l’altare, che richiamano l’influenza della scuola di Wiligelmo, lo stesso artista che decorò l’imponente Duomo di Modena. Ampliata nel 1588-1592, al suo interno conserva tesori di rilievo storico e artistico, tra cui un’opera cinquecentesca con Madonna e Santi del Saccacino e un dipinto del Redentore di scuola toscana. 

CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE

Sempre sulla piazza sorge come oratorio della confraternita “dei Bianchi”. Ultimata nel 1516, devo il suo attuale aspetto a una ristrutturazione dell’Ottocento. Sulla facciata è collocata una statua dell’Immacolata in arenaria, di Pietro Onorato Bagatti. L’interno conservava tele del Saccacino, andate distrutte agli inizi dell’Ottocento. Da notare in particolare l’altare e l’organo.

CHIESA DI SANTA CATERINA

In origine apparteneva al convento delle suore Domenicane, eretto nel 1579, costituendo la chiesa esterna, aperta al pubblico. Anche denominata “chiesa dei Rossi” (dal nome della confraternita che qui aveva sede), fu consacrata nel 1601.

Oggi ospita il Museo di Arte Sacra, con collezioni di oggetti di culto, tra cui paramenti liturgici, dipinti, statue, tabernacoli e, in particolare, una croce cinquecentesca in rame dorato, la cosiddetta “croce di Fiumalbo”. Tra le opere di maggiore rilievo vi è una tavola di Saccaccino Saccacini da Carpi, la “Madonna con Bambino in Trono”.

ORATORIO DI SANT’ANTONIO

Forse coevo alla chiesa parrocchiale, fu ampliato nel 1708. In alcuni documenti è menzionato anche con “schola” (termine leggibile ancora sulla porta esterna) ed era il luogo in cui, nel XV e XVI secolo, si tenevano spettacoli, come “sacre rappresentazioni” o “misteri”.

CHIESA DEI SANTI FRANCESCO E DONNINO

Costruita nel 1628 insieme al convento dei frati Minori Conventuali, ad opera di padre Marco Bonacchi, predicatore e teologo. In origine aveva cinque altari con una grande navata. Oggi gli altari, oltre a quello maggiore, sono otto. La chiesa conserva diverse tele seicentesche di prestigio, tra cui quella della crocifissione del 1616.

Storia

LA STORIA

Due possono essere le origini del nome Fiumalbo. ”Flumen Album” (fiume bianco), che allude allo spumeggiare delle acque del rio San Rocco e del Rio Acquicciola, che, uniti, assumono il nome di Scoltenna. “Flumen Alpium” (fiume di montagna), riferito al Fiume dell’Alpe, ovvero il fiume proveniente dal Monte Cimone, anche detto l’Alpone. Entrambi questi toponimi sono presenti nei documenti.

L’origine esatta del borgo non è nota. Alcuni ipotizzano le sue radici in epoche lontane, quando i liguri-friniati, scappati dalla pianura padana dopo l’invasione dei Galli nel IV secolo, si insediano a Fiumalbo. Il primo documento ufficiale risale però al 1038, quando il Marchese Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa, dona al Vescovo di Modena la “Rocca che si chiama Fiumalbo”, un piccolo nucleo abitativo già esistente.

Nel 1197, Fiumalbo giura fedeltà al Comune di Modena mettendosi, se necessario, a disposizione per la difesa del territorio. Questo giuramento si replica nel 1205 e nel 1267 a testimonianza del rapporto privilegiato con Modena, anche sotto il futuro dominio degli Estensi, regolato dagli Statuti del Frignano del 1337/1338.

Trascorsi secoli di stabilità, Fiumalbo conosce uno sviluppo importante nel XVII-XVIII secolo, grazie alla famiglia nobile dei Bondi Santi. A inizio ‘900 le sorti del borgo mutano. In tanti migrano all’estero a cercar fortuna e nel 1920 un terribile terremoto distrugge quasi interamente il paese. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la voglia di ricominciare riporta il borgo a un’importante crescita dal punto di vista sia economico sia turistico.

Credits: TOGOLOCO

Info Utili

PARCHEGGIO

Ampio e comodo parcheggio gratuito all’ingresso di Fiumalbo, superato il ponte sulla destra

AREA SOSTA CAMPER

Località Casalino

DURATA MEDIA DELLA VISITA

Mezza giornata

ACCESSIBILITÀ

Accessibili la Chiesa Parrocchiale e il Museo di Arte Sacra

PET-FRIENDLY

CONTATTI

Ufficio Turistico

Via Capitano Alberto Coppi, 10

T:0536 73909

E: info@fiumalbocittadarte.it

 

In evidenza

EVENTI

Fiaccolata di Carnevale, la sera del martedì grasso: dal 1512 si svolge questa suggestiva processione luminosa in cui gli abitanti portano in spalla delle fiaccole in betulla e degli stracci con cui infiammare il torrente per buttarsi alle spalle le negatività dell’anno passato.

Infiorata del Corpus Domini (19 giugno 2022): la famosa processione per le vie del paese su tappeti realizzati con fiori dagli abitanti, il tutto accompagnato dalla banda musicale.

Festa di San Bartolomeo: il 23 agosto, festa del patrono, durante cui il paese si illumina con candele, fiaccole e lumini nel torrente. Le due confraternite dei Bianchi e dei Rossi sfilano con i costumi tradizionali. I fuochi d’artificio e la tombolata concludono la festa. Il giorno seguente si tiene la fiera con numerose bancarelle.

Presepe Vivente, il 24 dicembre: dal 1958, Fiumalbo si trasforma in un teatro in cui si rievocano antichi mestieri, con 100 figuranti che sfilano lungo i vicoli del paese. La luce delle fiaccole illumina il percorso fino alla capanna del Bambino. È senz’altro uno dei presepi viventi più estesi e suggestivi e caratteristici d’Italia.

Per tutti gli altri eventi consulta il sito:

https://fiumalbocittadarte.it/eventi/

Nei dintorni

Fiumalbo, insieme a Fanano, è uno degli ingressi del Parco del Frignano raggiungibile attraverso una rete di sentieri segnalati, percorribili a piedi, a cavallo o in mountain-bike.

CAPANNE CELTICHE – VALDARE (a 6 km)

Ai piedi del Monte Cimone, nel borgo delle Valdare, sorgono queste costruzioni rurali, anche detti “casoni” con i caratteristici tetti “a scala”, risalenti probabilmente alle invasioni celtiche del IV secolo. Ancora oggi alcuni edifici, anche grazie ai meticolosi interventi di restauro, conservano la copertura in paglia e sono costruite completamente in pietra arenaria. Dinanzi a queste capanne celtiche si ha la suggestiva sensazione di sentirsi catapultati tra le verdi colline della Scozia o dell’Irlanda. In primavera la primula odorosa colora di giallo i prati tutt’intorno, mentre la Genziana di Koch li tinge di un romantico color blu-violetto.

ORATORIO DI SAN MICHELE ARCANGELO

A pochi passi da Fiumalbo, sorge questo storico oratorio, in origine un tempietto romanico del XII secolo, di cui è rimasta l’abside, la parte più significativa dell’edificio. A seguito di danni subiti nel ‘400, è stato oggetto di vari interventi di modifica e restauro. Al suo interno conserva opere di pregio artistico, rinvenute in parte dopo l’ultimo restauro del 2004, come gli affreschi del ‘400 ai lati dell’alta, il crocifisso ligneo della stessa epoca e un cornicione dipinto con motivi vegetali e santi. La sobria facciata presenta un portico sorretto da colonne e a lato si trova il campanile costruito nel 1931.

La Chiesa di San Michele rappresenta la testimonianza della presenza di una comunità cristiana attiva e radicata, che tutela e promuove il proprio patrimonio di fede e cultura, guardando sempre al futuro.

Curiosità

LE MARGOLFE DI FIUMALBO

Il nome è tanto curioso quanto misterioso… ma che cosa sono?

Si tratta di sculture in pietra raffiguranti volti sgraziati, il più delle volte femminili, simboli della cultura celtica, presenti sulle facciate delle case per spaventare gli spiriti maligni e tenere lontano il malocchio. A Fiumalbo ve ne sono oltre trenta nel territorio comunale. Sembra fosse una consuetudine delle popolazioni barbare decapitare le teste dei nemici e metterle in mostra come trofei sulle facciate delle case o all’ingresso delle capanne. Due sono le più note, quella della faccia da lupo, su un muro a Ca’ de Gabani e un’altra, ancor più inquietante, in località Danda, con la testa di un guerriero con elmo e baffi e con il corpo del Dagda (da cui deriva il nome della località), un’antica divinità preromana che viveva nei boschi.

Il primo marzo a Fiumalbo era conveniente dire una filastrocca portafortuna che recitava:

OGGI ENTRA MARZO, CREPA LA TERRA, SORTE LA BEGA DA SOTTOTERRA, DIO CE SALVI DALLA BEGA, DALLA STREGA, DALLA FEMMENA MANDREGA, DAL CAN RABBISO E DALL’OMMO INVIDIOSO”.

La “femmena mandrega” rievoca la Margolfa (o Marcolfa).

IL CROCCANTE INTRIGANTE

Una specialità di Fiumalbo, un dolce tipico dell’Appennino modenese, ideato da Claudio Ladurini nel 1984. Si tratta di una vera e propria delizia realizzata nel rispetto delle tradizioni, con pochi e semplici ingredienti: mandorle bianche, cannella e zucchero.

Fai un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio artistico e culturale, della storia, dei personaggi illustri e dei luoghi che rendono unica l’Emilia-Romagna.

Ritrova il contatto con Madre Natura, immergendoti in luoghi incontaminati e scoprendo il piacere di un turismo lento e sostenibile.

Goditi momenti all’insegna del divertimento, del benessere e del sano movimento secondo le tue passioni e inclinazioni.

Cogli l’occasione per vivere esperienze arricchenti ed emozionanti: proposte stravaganti e particolari per tutti i gusti, età ed esigenze!

Scopri i tanti appuntamenti del ricco e variegato calendario di eventi in Emilia-Romagna per goderti momenti di svago e di arricchimento

Borgo di Fiumalbo (MO)

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