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Castello di Carpineti (RE)

La magia di una torre

Carpineti (RE)

Comune di Carpineti (RE), a 37 km da Reggio Emilia, a 51 km da Modena, a 60 km da Parma.

Raggiungibile in auto fino ai piedi del castello.

https://www.gruppostoricoilmelograno.com/

Gruppo Storico Il Melograno

T: 339 2313875 / 333 2319133 

E: gruppostoricomelograno@gmail.com

https://www.gruppostoricoilmelograno.com/

 

Goditi a tutto tondo il fascino di un luogo storico, ammirando un panorama imperdibile dall’alto della torre. Scopri il Castello di Carpineti, il centro del mondo cristiano per quasi mezzo secolo durante la lotta per le investiture tra Papato e Impero.

A circa due chilometri dal borgo di Carpineti, sulla cima del monte Antognano a 805 metri s.l.m, si erge il castello delle Carpinete o di Carpineti, di cui oggi restano una buona parte delle strutture difensive originali, imponenti e suggestive. Tra le fortezze più ampie e importanti del dominio di Matilde di Canossa, il castello fu scelto come sede principale per accogliere imperatori, pontefici, duchi e persino re. Oggi offre un percorso museale-didattico ricco di fascino.

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Castello di Carpineti (RE)

Castello di Carpineti (RE)

La magia di una torre

Carpineti (RE)

Comune di Carpineti (RE), a 37 km da Reggio Emilia, a 51 km da Modena, a 60 km da Parma.

Raggiungibile in auto fino ai piedi del castello.

https://www.gruppostoricoilmelograno.com/

Gruppo Storico Il Melograno

T: 339 2313875 / 333 2319133 

E: gruppostoricomelograno@gmail.com

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Goditi a tutto tondo il fascino di un luogo storico, ammirando un panorama imperdibile dall’alto della torre. Scopri il Castello di Carpineti, il centro del mondo cristiano per quasi mezzo secolo durante la lotta per le investiture tra Papato e Impero.

A circa due chilometri dal borgo di Carpineti, sulla cima del monte Antognano a 805 metri s.l.m, si erge il castello delle Carpinete o di Carpineti, di cui oggi restano una buona parte delle strutture difensive originali, imponenti e suggestive. Tra le fortezze più ampie e importanti del dominio di Matilde di Canossa, il castello fu scelto come sede principale per accogliere imperatori, pontefici, duchi e persino re. Oggi offre un percorso museale-didattico ricco di fascino.

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Scopri & Vivi

LA VISITA

IL CASTELLO

La fortezza ha la struttura di un castello-recinto con una triplice cinta muraria simile a un trapezio. La prima includeva in origine il borgo con la chiesa di Sant’Andrea. Sul lato ovest si possono notare i resti delle antiche cannoniere e degli apparati che costituivano la difesa.

Un camminamento conduce nello spazio centrale dove erano situati diversi edifici tra cui quello principale, il “Palatium”, ossia la dimora del signore. Alcuni recenti scavi hanno messo in luce l’esistenza di una scalinata che conduceva ai piani superiori.

All’interno del Castello si articolava un altro circuito di mura delimitante l’area dello spazio fortificato, il cosiddetto Dongione, situato all’interno della cerchia murata. Proprio in questo spazio avevano sede le costruzioni militari e residenziali più importanti: il mastio e le cisterne dell’acqua.

Il mastio è stato restaurato e munito di una scala che conduce a un belvedere dal panorama imperdibile sulle valli, piccoli borghi e campi coltivati.

All’interno è stato realizzato un percorso didattico con 13 pannelli che illustrano lo sviluppo storico e architettonico della fortezza castellana.

Questa fortezza era parte del sistema di protezione dei Canossa di un territorio molto esteso e i cui castelli erano stati eretti a tre livelli di altitudine. Sul primo i manieri tra Albinea e Casalgrande con i 4 castelli di Bianello, i più importanti, con funzione di avamposto difensivo. Sul secondo, tra Baiso e Canossa, i due castelli di Canossa e Rossena, i principali, ossia una postazione di estrema resistenza e, infine, il terzo livello, il più sicuro, con il Castello di Carpineti, di difficile accesso.

CHIESA DI SANT’ANDREA

Benché eretta all’esterno del perimetro fortificato, la sua storia è strettamente legata a quella del castello. Si ritiene infatti che il “Convegno di Carpineti” si svolse al suo interno.

In stile romanico conserva all’interno le originali murature con grandi blocchi e la mensa dell’altare con l’iscrizione della data del 1145. Consacrata nel 1077 oggi ospita ancora funzioni religiose e matrimoni.

Storia

Da alcuni documenti del 1043 amministratore del castello risulta essere il Marchese Bonifacio Canossa ma la valorizzazione del complesso si deve alla Contessa Matilde. Fu lei a ordinare la costruzione della chiesa di Sant’Andrea, in stile romanico, ancora oggi ben conservata.

Qui, nel 1077, fu ospite di Matilde Papa Gregorio VII, reduce dall’incontro di Canossa con l’Imperatore Enrico IV che, per farsi revocare la scomunica del papa, si umiliò restando inginocchiato tre giorni e tre notti al portale di ingresso del Castello di Canossa durante una bufera di neve. Grazie alla presenza del papa, il castello venne chiamato enfaticamente “La nuova Roma”.

Sempre qui, nel 1092, Matilde convocò il “Convegno di Carpineti” per valutare insieme a nobili, vescovi e abati l’opportunità di riprendere o meno la guerra contro gli imperiali.  

Benché si ipotizzi che le origini del castello risalgano all’epoca delle scorrerie ungare, la costruzione della prima fortezza difensiva sembra risalire al X secolo per opera del bisnonno di Matilde, Atto Adalberto di Canossa. Concluso il periodo matildico, il castello appartenne nei secoli successivi a varie famiglie signorili, tra cui gli Estensi e, per un breve periodo, nel 1500, al carpinetano Amorotti, detto il “bandito della montagna”. Abbandonata poi per anni, la fortezza subì gravi danni nel 1944.

Nel 1978 venne acquistata dalla provincia di Reggio Emilia che avviò interventi di conservazione e restauro, seguiti da altri, nel 1990, che hanno portato alla luce reperti nascosti sotto le pietre e il terreno, tra cui i resti dell’antica chiesa di Santa Maria (XI-XII). 

Credits: TOGOLOCO & Matteo Sacchetti

Info Utili

PARCHEGGIO

Parcheggio gratuito all’ingresso del borgo

AREA SOSTA CAMPER

Piazza Della Fiera – Carpineti

Area Attrezzata con tre posteggi riservati con prese per corrente e camper service gratis.

BIGLIETTO

https://www.gruppostoricoilmelograno.com/

VISITE GUIDATE

Visita libera o guidata di circa 1 ora con volontari la domenica.

Si consiglia la visita nel primo mattino o al tramonto per godere appieno del fascino e della bellezza de luogo

DURATA DELLA VISITA

Circa 1 ora

ORARI

http://www.castellodicarpineti.it/#!/orari

ACCESSIBILITÀ

Non accessibile a persone in carrozzina

PET-FRIENDLY

Sono ammessi gli animali

NOLEGGIO E-BIKE

Presso il Ristorante Del Castello

ALTRE INFO

Ristorante con splendida terrazza panoramica; piatti emiliani, unici e sfiziosi, con prodotti a km 0 e biologici.

Possibilità di dormire in una splendida Canonica del XVI sec. d.C. restaurata, con splendido panorama sulla vallata. 5 camere di diversa tipologia, dotate di servizi completi e privati.

LOCATION PER EVENTI

Contesto suggestivo e insolito per convegni, meeting di lavoro ed eventi privati.

Esclusiva location per matrimoni, religiosi e civili, in un contesto paesaggistico suggestivo e incantato. Ricevimento presso il Ristorante del Castello con vista panoramica sulla valle da togliere il fiato.

CONTATTI

T: 339 2313875 / 333 2319133 

E: gruppostoricoilmelograno@gmail.com

https://www.gruppostoricoilmelograno.com/

In evidenza

EVENTI

Consulta il sito:

www.castellodicarpineti.it/

Nei dintorni

La fortezza si trova in un’importante crocevia di sentieri escursionistici: il Sentiero Matilde (http://www.sentieromatilde.it) e il Sentiero Spallanzani (https://sentierospallanzani.it/).

Lungo il “Sentiero Dorato”, un tratto del Sentiero Spallanzani, si può raggiungere il sito archeologico dell’importante Pieve di San Vitale. Si tratta di un’antica chiesa di epoca bizantina, con all’interno un punto museale e adiacente un punto ristoro.

Dal castello, lungo un sentiero di circa due ore e mezzo a piedi adatto a tutti, si raggiunge il Monte Fosola. Qui potrai godere di un panorama mozzafiato seduto su una delle famose “Big Bench”, le panchine giganti. Partendo invece dalla località di Felina, il percorso è di circa mezz’ora su strada serrata ma di facile percorrenza, anche con mountain bike.

Merita una visita anche l’Abbazia di Marola, a pochi chilometri da Carpineti, fondata dalla Contessa Matilde tra il 1076 e il 1092.

A pochi chilometri si trovano il Castello di Sarzano, il Castello di Canossa, il Castello di Rossena e ilCastello di Bianello. Assolutamente da non perdere il minuscolo ma suggestivo borgo medievale di Vercallo (a 4 km), tra le mete preferite dai fotografi della zona.

BORGO DI CASTELLARANO

Consulta la relativa scheda

Curiosità

CHI ERA MATILDE DI CANOSSA? 

“Una luminosa fiaccola, ardente in un cuore pio”, così la definisce il suo monaco confessore e biografo ufficiale Donizone di Canossa.

Una donna bella, forte, potente, ma anche sola, che non si è sottratta al suo destino. Una donna che, con coraggio e fermezza, ha saputo gestire un grande potere, suo malgrado. Una combattente che ha avuto un ruolo da grande protagonista nella lotta tra Papato e Impero, un’importanza decisiva nella storia del Medioevo.

Matilde nasce nel 1046 presumibilmente a Mantova, capitale da circa trent’anni dell’impero dei Canossa, dal marchese di Toscana Bonifacio di Canossa e Beatrice di Lorena, principessa di una delle famiglie di maggior rilievo dell’Impero. Già in tenera età sa scrivere, leggere e parla italiano, francese e tedesco. Frequenta luoghi sacri, immersa nel patrimonio artistico e culturale del tempo. Nel 1052 il padre Bonifacio muore, trafitto da una freccia avvelenata, durante una battuta di caccia e l’anno dopo, sempre in circostanze poco chiare, muoiono i fratelli Federico e Beatrice, lasciando Matilde sola con la madre a soli sei anni.

Fuggite da Mantova, la madre Beatrice, per proteggere entrambe, si risposa con Goffredo di Lorena, detto il Barbuto, con promessa di matrimonio tra i rispettivi figli, Matilde e Goffredo, detto il Gobbo, allo scopo di consolidare il dominio dei Canossa.

Nel 1069, a seguito della morte di Goffredo il Barbuto, Matilde e Goffredo il Gobbo si sposano a Verdun, in Francia. L’anno dopo Matilde rimane incinta di una bambina, chiamata Beatrice come la madre, che purtroppo muore poco tempo dopo, nel 1071. Per cercare conforto, Matilde decide di recarsi nelle sue terre, a Mantova.

Nel 1076 Goffredo viene atrocemente ucciso da un sicario, per cui Beatrice e Matilde rientrano in possesso delle loro giurisdizioni nel Regno d’Italia contando sulla protezione sempre più potente del Papa. In quell’anno però Matilde perde anche la madre. A soli 30 anni si ritrova unica erede di un importante impero da gestire e amministrare che si estendeva dalla Toscana al Lago di Garda, nel periodo in cui sempre più accesa era la “Lotta per le Investiture”, tra Papa Gregorio VII ed Enrico IV, nuovo imperatore.

Entra così in gioco Matilde che tenta un’opera di conciliazione. In occasione del famoso episodio denominato “il Perdono di Canossa” che vede Enrico IV recarsi alla rocca di Canossa, indossando un semplice saio, per chiedere “perdono” e la revoca della scomunica al Papa. Matilde farà da mediatrice. Il perdono fu concesso ma la conciliazione in realtà fallì. Enrico IV le tolse ogni funzione e Matilde fu costretta a cedere tutti i suoi beni alla Chiesa.

Matilde si sposerà con Guelfo V di Baviera, allora sedicenne, mentre Matilde di anni ne ha 40. Un matrimonio voluto forse per opportunità politica e forse con la speranza di un erede.

Dopo il noto “Concilio di Carpineti”, nel 1092, quando Matilde riunisce abati, vescovi, consiglieri per decidere se proseguire la guerra “voluta da Dio e dallo Spirito Santo” tra Papato e Impero, i due eserciti si sfidano tra Bianello e Canossa e Matilde ne esce vittoriosa. Il figlio di Enrico IV, Enrico V, che si ribellò al padre, esiliandolo, sposa la causa di Matilde e si reca a Roma per l’incoronazione. Nel viaggio di ritorno si ferma a Bianello da Matilde, che verrà incoronata vice-regina d’Italia il 6 maggio 1111.

Alcuni anni dopo, nel 1114, Matilde si ammala di gotta ma grazie alla sua tempra si ristabilisce, riammalandosi però successivamente e ritirandosi a Bondeno di Roncore, oggi Bondanazzo di Reggiolo, dove il 23 luglio muore all’alba. Aveva tempo prima disposto che a servi e serve fedeli venisse data la libertà e che ogni anno nel giorno della morte venisse celebrata una messa.

Nel 1632 le sue spoglie, per volere di Papa Urbano VIII, vengono trasferite prima a Castel Sant’Angelo, quindi nella basilica di San Pietro, in un sepolcro ideato dal Bernini. La sua vita va oltre la morte…la morte di una donna che “ha saputo reggere il confronto con papi e imperatori e restare nella storia”.

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Castello di Carpineti (RE)

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