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Fortezza di San Leo (RN)

Un castello scenografico

SAN LEO (RN)

Comune di San Leo (RN), a 33 km da Rimini, a 46 km da Riccione, a 54 km da Cattolica.

A piedi o con navetta dal centro.

Da LUN a VEN: 11.00 – 18.00

Ufficio Turistico, Palazzo Mediceo, Piazza Dante 14

T: 0541926967

E: info@sanleo2000.it

https://www.san-leo.it/

Lasciati rapire dalla sua eleganza, ammaliare dal suo fascino, incantare dal suo aspetto imponente e scenografico. Scopri la Fortezza di San Leo, magnifico castello rinascimentale in uno dei borghi più belli d’Italia.

Celebrata da poeti, tra cui Dante, e contesto suggestivo di film e documentari, la Fortezza di San Leo è tra le testimonianze più scenografiche dell’arte militare in Italia. Posta su un possente masso e dall’aspetto altero e imponente, sembra quasi un tutt’uno con la roccia. Recuperato il suo antico splendore, oggi accoglie il Museo con pinacoteca, galleria d’arte e collezioni di armi, armature  e strumenti di tortura. Sono visitabili anche la cella in cui fu tenuto prigioniero Felice Orsini, patriota risorgimentale e Cagliostro, personaggio enigmatico, la cui cella è tra le più visitate al mondo.

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Fortezza di San Leo (RN)

Fortezza di San Leo (RN)

Un castello scenografico

SAN LEO (RN)

Comune di San Leo (RN), a 33 km da Rimini, a 46 km da Riccione, a 54 km da Cattolica.

A piedi o con navetta dal centro.

Da LUN a VEN: 11.00 – 18.00

Ufficio Turistico, Palazzo Mediceo, Piazza Dante 14

T: 0541926967

E: info@sanleo2000.it

https://www.san-leo.it/

Lasciati rapire dalla sua eleganza, ammaliare dal suo fascino, incantare dal suo aspetto imponente e scenografico. Scopri la Fortezza di San Leo, magnifico castello rinascimentale in uno dei borghi più belli d’Italia.

Celebrata da poeti, tra cui Dante, e contesto suggestivo di film e documentari, la Fortezza di San Leo è tra le testimonianze più scenografiche dell’arte militare in Italia. Posta su un possente masso e dall’aspetto altero e imponente, sembra quasi un tutt’uno con la roccia. Recuperato il suo antico splendore, oggi accoglie il Museo con pinacoteca, galleria d’arte e collezioni di armi, armature  e strumenti di tortura. Sono visitabili anche la cella in cui fu tenuto prigioniero Felice Orsini, patriota risorgimentale e Cagliostro, personaggio enigmatico, la cui cella è tra le più visitate al mondo.

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Scopri & Vivi

LA VISITA

La fortezza è divisa in due parti; da un lato quella più antica, superiore, costituita dal mastio e dall’ingresso gotico, dall’altro quella residenziale, inferiore, con i torrioni e il muraglione. Tra le mura di cinta e il corpo centrale si articolano le piazze d’armi.

Non appena si raggiunge la fortezza, si resterà a bocca aperta tanto è esaltante la vista che qui si gode sia sul borgo sia sul panorama circostante, fatto di boschi, calanchi, e rocche.

All’interno della fortezza sono state allestite diverse mostre: nella torre principale sull’arte della guerra, nella torre più piccola sulle armi medievali. In altre sale si possono invece ammirare un’ampia esposizione di strumenti di tortura nonché una mostra su Cagliostro, con approfondimenti sull’alchimia e la massoneria. È inoltre presente una riproduzione dell’affresco del Vasari sull’assedio di San Leo da parte della famiglia dei Medici.

Di sicuro fascino è la visita alle celle di punizione e in particolare alla cella di Cagliostro, anche detta “la cagliostrina“ o “Pozzetto”, senza porta, con una piccola finestra sbarrata e un unico accesso dall’alto attraverso una botola.

Storia

Il possente masso di San Leo, con le pareti pressoché perpendicolari, rappresenta già di per sé una struttura difensiva naturale tale da essere un caposaldo fin dai tempi antichi di controllo del territorio. Proprio qui, sulla sua sommità, i Romani costruirono una prima fortificazione che, divenuta fortezza inespugnabile nel Medioevo, sarà oggetto di contese tra Goti, Bizantini, Franchi e Longobardi. Tra il 961 e il 963 San Leo diviene sede dell’Imperatore Berengario II e Capitale d’Italia.

Nel 1441 Federico da Montefeltro chiese al grande ingegnere militare e architetto senese Giorgio Martini di ridisegnare il Forte dotandolo delle più recenti innovazioni in campo militare. Tra i vari passaggi di proprietà, che vedono l’alternarsi, tra gli altri, dei Malatesta, di Matilde di Canossa, di Cesare Borgia e dei Della Rovere, nel 1516, il nipote di Papa Leone X, il famoso Lorenzo de’ Medici entra in possesso di San Leo dopo mesi di aspri combattimenti. Questo assedio fu di tale importanza che il Vasari lo dipinse in un quadro oggi visibile a Palazzo Vecchio a Firenze.

Nel 1631, alla morte dell’ultimo discendente dei Della Rovere, la fortezza di San Leo passa allo Stato Pontificio e viene trasformata in carcere, funzione che assolverà fino al 1906. Qui vengono reclusi centinaia di patrioti nel periodo dei moti rivoluzionari così come prigionieri comuni. Quello più illustre è però il Conte di Cagliostro.

Credits: TOGOLOCO

Info Utili

PARCHEGGIO

Ampio parcheggio a pagamento all’ingresso del borgo; anche zone gratuite. Area gratuita per moto. Fuori paese ampio parcheggio per auto, pullman e camper. Anche presso il Cimitero (distanza di circa 500 metri). Possibilità di prenotare navetta all’Ufficio Turistico.

Il castello è raggiungibile tramite bus, con partenza nella piazza principale, oppure a piedi lungo un facile e suggestivo percorso.

BIGLIETTO

INTERO: 10 € – OVER 65: 9 €  AGEVOLATO (18-25 ANNI): 2 € GRATUITO (FINO A 17 ANNI)

Possibilità di biglietti cumulativi con altri luoghi di interesse.

VISITE GUIDATE

Ingresso libero e visite guidate prenotate in anticipo.

DURATA DELLA VISITA

1,5 h circa

ORARI

LUN-VEN: 10.30-17 SAB-DOM/FESTIVI: 10.30-18

ACCESSIBILITÀ

Non accessibile

PET-FRIENDLY

Ammessi animali al guinzaglio sia nel bus sia nella fortezza

CONTATTI

Ufficio Turistico, Palazzo Mediceo, Piazza Dante 14

T: 0541926967

E: info@sanleo2000.it

Fortezza

T: 0541916302

LOCATION PER EVENTI

Il contesto ideale, romantico e scenografico, per matrimoni da fiaba

 

 

In evidenza

EVENTI

  • ALCHIMIA ALCHIMIE (agosto)

Nell’arco di cinque giorni si celebra l’anniversario della morte di Cagliostro attraverso mostre, spettacoli e conferenze su vari temi legati all’alchimia, all’esoterismo e alla spiritualità. Non solo; bancarelle, stand gastronomici e la “Cena in onore di Cagliostro” rendono il centro di San Leo un grande mercatino alchemico, mentre la Fortezza si trasforma in un accogliente salotto in cui degustare le eccellenze locali e assistere a spettacoli musicali e pirotecnici. Cinque giorni di riflessione e di festa, in cui godere delle bellezze di San Leo, nella splendida cornice della Valmarecchia.

Per tutti gli eventi consulta il sito:

https://www.san-leo.it/

 

 

 

Nei dintorni

CONVENTO DI SANT’IGNE (a 3 km da San Leo)

Poco distante da San Leo è situato il Convento di Sant’Igne, un magnifico esempio di architettura religiosa medievale. Il nome (ignis = fuoco) deriva da un racconto leggendario secondo cui qui avvenne il miracolo dell’apparizione luminosa del sacro fuoco. Questo avrebbe indicato a San Francesco, a cui viene attribuita la fondazione del convento, il “sentiero perduto”.

Consacrata nel 1244, al suo interno si trova una parte del tronco dell’olmo sotto cui San Francesco predicò. Nel convento è presente un suggestivo chiostro con venti colonne e un campanile con lo stemma di Federico da Montefeltro.

Nel 1213, durante una missione apostolica, San Francesco si fermò a San Leo. Quel giorno si festeggiava l’investitura come cavaliere di Montefeltrano II, figlio di Bonconte di Montefeltrano.

Tra gli ospiti vi era il Conte Orlando de’ Cattani, signore di Rocca di Chiusi nel Casentino, che offrì a San Francesco i possedimenti sul monte della Verna, luogo ideale per la contemplazione, dove al Santo vennero le Sacre Stimmate. L’incontro tra il benefattore e San Francesco avvenne in una sala del Palazzo dei Conti Nardini, oggi trasformata in cappella.

(Visita gratuita di 30 minuti. Contattare Ufficio Turistico di San Leo per gli orari di apertura)

Curiosità

L’INQUISIZIONE E LA TORTURA 

Ritenuta uno strumento efficace per rapide confessioni, riducendo sia i tempi di detenzione sia i costi del Tribunale, la tortura divenne una pratica abituale dei processi. In quanto punizione grave, prima dell’adozione della tortura, venivano espletate alcune formalità. Il Consiglio degli inquisitori si riuniva, dichiarava l’inesistenza di prove sufficienti a dichiarare l’innocenza dell’imputato, ammonito a fare una confessione completa e a subire tortura in mancanza di risposte positive alle domande poste.

Se l’accusato fosse morto o avesse subito danni durante la tortura, era stabilito che la colpa non fosse dei giudici, bensì sua in quanto, non confessando, aveva scelto di procurarsi lui tali conseguenze. Oltre agli inquisitori, ai rappresentanti del vescovo, a un cancellerie e a un segretario, era presente il carnefice, spesso mascherato o coperto con una cappa. L’imputato veniva denudato, anche per assicurare che corde e altri strumenti venissero saldamente legati. Il tutto svolto con estrema lentezza per una maggiore efficacia. Il segretario annotava addirittura le urla e le implorazioni.

Tra i vari metodi quelli più frequenti erano la carrucola e la tortura dell’acqua. Nel primo caso l’imputato veniva lasciato penzolare con enormi pesi ai piedi fino allo “strappo”. Nel secondo, steso su punte affilate, legato a gambe e braccia con la testa in un anello di ferro, veniva soffocato versando nella bocca pinte di acqua. Altre modalità erano la ruota, lo schiacciamento, lo scorticamento, la mutilazione o storpiatura degli arti, la messa al palo e la marchiatura a fuoco.

CAGLIOSTRO E L’ALCHIMIA

Finalizzata inizialmente alla trasmutazione dei metalli in oro, simbolo della perfezione, e alla creazione di medicamenti atti alla guarigione e al prolungamento indefinito della vita, l’alchimia è un’arte che nasce nel I secolo d.C. in Egitto. Questo sistema filosofico, antico ed esoterico, ha trovato espressione in svariati campi, tra cui la chimica, la fisica, l’astrologia e la medicina così come nella storia dell’arte. Per molti è ritenuta il precursore della chimica moderna nella sua forma più materiale e sperimentale.

Chi praticava l’alchimia aspirava ad acquisire le massime conoscenze in tutti gli ambiti del sapere, a creare la cura per tutte le malattie, attraverso inoltre un’esperienza di sviluppo spirituale. Questo pensiero assume quindi connotazioni mistiche, metafisiche e filosofiche.

Cagliostro fu uno degli esponenti dell’alchimia, attratto da ciò che poteva stimolare la sua curiosità, da teorie e dottrine orientali, originali e strettamente legate alla magia e alla cabala. La sua incredibile capacità di incarnare diverse personalità (mago, veggente, medico, filantropo) gli conferiscono particolare fascino, quello di una persona sapiente, che custodisce importanti segreti.

Inizialmente l’alchimia fu per lui uno strumento per far soldi, vendendo segreti, poi, dopo aver aderito alla Massoneria e preso il nome di Alessandro Conte di Cagliostro e l’incontro con il monaco benedettino Dom Antoine Pernety, uomo di grande erudizione, divenne custode dei segreti più misteriosi della natura, uno dei pochi a possedere il vero spirito alchemico. Cagliostro, grazie alla sua fama, diviene nel frattempo una figura di spicco come alchimista e guaritore presso le più importanti corti europee. Avrà persino uno studio a Parigi in cui celebrare i riti, a cui in pochi potevano partecipare. Attraverso questi rituali e al pensiero alchemico era possibile, secondo lui, andare oltre ciò che era spiegabile razionalmente.

Fai un viaggio alla scoperta del ricco patrimonio artistico e culturale, della storia, dei personaggi illustri e dei luoghi che rendono unica l’Emilia-Romagna.

Ritrova il contatto con Madre Natura, immergendoti in luoghi incontaminati e scoprendo il piacere di un turismo lento e sostenibile.

Goditi momenti all’insegna del divertimento, del benessere e del sano movimento secondo le tue passioni e inclinazioni.

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Fortezza di San Leo (RN)

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