Borgo di Gualtieri (RE)
I luoghi di Ligabue e tanto altro…
Gualtieri (RE)
In ogni periodo dell’anno e, in particolare, in occasione dell’evento Viaggio a Gualtieri. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA.
Il Borgo di Gualtieri: un piccolo borgo imperdibile, dove si respirano arte e poesia, amore e passione, incastonato tra paesaggi fatti di acqua e di terra in perfetta armonia. Un luogo intriso di storia e di tradizioni che saprà conquistare i suoi visitatori.
Situato sull’argine maestro del Po, Gualtieri è uno scrigno, pregno di testimonianze storiche, tutto da scoprire. È il luogo in cui trova ospitalità Antonio Ligabue, uno dei pittori più importanti e controversi del XX secolo. È il perfetto connubio tra raffinatezza e armoniosità, espresso dalla sua splendida e scenografica piazza Bentivoglio, capolavoro urbanistico rinascimentale. È una terra in cui si respirano l’amore e la passione di chi la abita nei suoi confronti. È un piccolo gioiello le cui storie lasceranno il segno a chi le scoprirà.
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Borgo di Gualtieri (RE)
In ogni periodo dell’anno e, in particolare, in occasione dell’evento Viaggio a Gualtieri. Scopri tutti gli eventi nella sezione IN EVIDENZA.
Il Borgo di Gualtieri: un piccolo borgo imperdibile, dove si respirano arte e poesia, amore e passione, incastonato tra paesaggi fatti di acqua e di terra in perfetta armonia. Un luogo intriso di storia e di tradizioni che saprà conquistare i suoi visitatori.
Situato sull’argine maestro del Po, Gualtieri è uno scrigno, pregno di testimonianze storiche, tutto da scoprire. È il luogo in cui trova ospitalità Antonio Ligabue, uno dei pittori più importanti e controversi del XX secolo. È il perfetto connubio tra raffinatezza e armoniosità, espresso dalla sua splendida e scenografica piazza Bentivoglio, capolavoro urbanistico rinascimentale. È una terra in cui si respirano l’amore e la passione di chi la abita nei suoi confronti. È un piccolo gioiello le cui storie lasceranno il segno a chi le scoprirà.
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Scopri & Vivi
COSA VEDERE NEL BORGO DI GUALTIERI
PIAZZA BENTIVOGLIO
Ideata dal geniale architetto Giovan Battista Aleotti e realizzata tra il 1580 e il 1610, è considerata una delle piazze più belle d’Italia. Un quadrato perfetto di 96 metri, è caratterizzata da portici e arcate, che creano tra luci e ombre un’atmosfera che rievoca un quadro di De Chirico. In perfetta armonia scenografica, si affacciano sulla piazza la Torre Civica, la Collegiata di Santa Maria delle Nevi, la Casa della Comunità e il monumentale Palazzo Bentivoglio.
PALAZZO BENTIVOGLIO
Con la sua imponenza domina la grande piazza sul lato orientale. Il cosiddetto “palazzo da gentiluomo in forma di fortezza” fu costruito tra il 1594 e il 1608 per volere di Ippolito Bentivoglio, figlio di Cornelio, su progetto dell’architetto Aleotti, detto l’”Argenta”.
Arricchito da un ampio giardino che conduceva fino al Po, passò tra varie proprietà, subì danni e vandalismi e ne vennero demoliti i tre lati, ricavandone tra l’altro materiale di rinforzo contro le alluvioni. Sull’ala sinistra, nel 1775, venne costruito il Teatro.
All’interno ospita alcuni ambienti affrescati: la Cappella gentilizia, decorata in stile corinzio con angeli, frutti e gli stemmi dei Bentivoglio; la Sala d’Enea, con scene tratte dall’Eneide; la Sala di Giove, con il soffitto affrescato meglio conservato; la Sala di Icaro, con fregi sulla storia di Roma e, infine, la Sala dei Giganti. L’imponenza, le mura affrescate e il soffitto ligneo di questa sala lasciano senza fiato. Affrescata da un giovane collaboratore del Guercino, Francesco Battistelli, raffigura scene tratte dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Oggi è adibita a grandi mostre.
La Sala Icaro ospita la Donazione Umberto Tirelli, sarto-costumista nato a Gualtieri che espone i preziosi ed eleganti abiti da lui realizzati per opere cinematografiche di registi come Visconti e Zeffirelli, insieme ad altre opere di artisti come Balthus, De Chirico, Guttuso e Manzù.
COLLEGIATA DI SANTA MARIA DELLA NEVE
Voluta da Ippolito Bentivoglio su un edificio preesistente, fatto costruire dal padre Cornelio, forse con l’intento di farne un mausoleo di famiglia, è stata anch’essa progettata dall’architetto Aleotti. Tra le cappelle, quella dell’Annunciazione conserva le spoglie di Ippolito Bentivoglio nel livello inferiore e una pala dell’Annunciazione di Carlo Bononi, pittore ferrarese della scuola di Carracci, in quello superiore.
ORATORIO DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE
Si affaccia su una piccola piazza attigua a Via Vittorio Emanuele ed è il risultato di un restauro del tardo settecento di un precedente oratorio del ‘500. Da non perdere all’interno uno splendido soffitto ligneo in stile rococò.
CHIESA DI SANT’ANDREA
Di antica costruzione (1233) si affaccia su una piazzetta che ospitava anche il pozzo civico in forma di tempietto. All’interno la chiesa è nei toni del rosa, del giallo e dell’azzurro. Nell’annesso convento mori nel 1627 Ludovico Grossi da Viadana, un importante musicista del Seicento.
TEATRO SOCIALE
All’interno di Palazzo Bentivoglio si trova il Teatro sociale, un luogo speciale che, abbandonato e recuperato, ha ripreso l’attività grazie all’impegno e all’opera di un gruppo di ragazzi. Fu costruito nel 1775 da G.B Fattori in stile barocco.
Oggi si presenta come una struttura all’avanguardia: dove prima vi era il palcoscenico originario oggi vengono accolti gli spettatori. Un capovolgimento sia fisico sia concettuale che riscrive il rapporto con l’opera rappresentata (Scopri di più sulla storia del teatro alla sezione CURIOSITÀ).
VILLA TORELLO-MALASPINA-GUARIENTI
A pochi passi da Piazza Bentivoglio, in una delle zone più antiche di Gualtieri, si può ammirare, seppur solo dall’esterno, Villa Torello-Malaspina-Guarienti. Dapprima castello del vescovo di Parma, quindi dimora di villeggiatura dei vescovi, diviene di proprietà dei Trivulzio, quindi dei Torello nel XVI sec. Nel 1841 il marchese Francesco Malaspina e la contessa Laura Torello, ultima discendente, divennero i proprietari della villa.
Realizzata in stile neoclassico, ospita al suo interno un bellissimo giardino all’inglese, tra i più curati e suggestivi della provincia reggiana. La villa, oggi dimora dei Conti Guarienti, è visitabile solo in determinate occasioni ma può essere il magnifico contesto per matrimoni o altri eventi.
CASA-MUSEO ANTONIO LIGABUE
TOMBA DI ANTONIO LIGABUE
Al cimitero di Gualtieri è sepolto Antonio Ligabue, sulla cui lapide è presente un calco che ne riproduce il viso e l’epitaffio scritto da Fanny Sassi.
Storia
Il suo nome deriverebbe da Castrum Walterii, ovvero la dimora del longobardo Gualtiero, mandato nel 602 da Re Agilulfo a conquistare Mantova. Risale all’anno 885 d. C. il primo documento in cui tale nome viene citato.
Il feudo, passato dagli Sforza di Milano agli Estensi, viene poi ceduto da Alfonso d’Este a Cornelio Bentivoglio, luogotenente dello Stato ferrarese e futuro marchese. Sarà la sua ricompensa per la sua opera di bonifica della pianura reggiana, che ha fatto la fortuna del borgo.
Cornelio incarica di tale impresa l’architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti, esperto nel campo militare e nelle scienze idrauliche. Il risanamento verrà ultimato nel 1604 con il figlio Ippolito Bentivoglio.
Tra il 1560 e il 1634 Gualtieri diverrà la “città nuova”: viene costruito il suntuoso Palazzo Bentivoglio, viene ideata da Aleotti la magnifica piazza e si inizia la costruzione della “Collegiata di Santa Maria delle Nevi”.
Nel 1635, l’erede Enzo Bentivoglio decide di lasciare Gualtieri e di scambiarla con Scandiano. Resta quindi nel dominio diretto degli Este fino all’Unità d’Italia. Due sono le grandi alluvioni che hanno colpito Gualtieri: la prima nel 1765 con un livello dell’acqua di 3,50 metri e l’altra nel 1951 quando l’acqua raggiunse i 3,80 metri di cui alcuni monumenti recano ancora i segni.
Info Utili
PARCHEGGIO
Piazza IV Novembre e vari parcheggi gratuiti a ridosso del centro
AREA SOSTA CAMPER
Piazza IV Novembre. Solo sosta (no servizi).
ACCESSIBILITÀ
Sì (accessibile anche Palazzo Bentivoglio)
PET-FRIENDLY
Sì
VISITE GUIDATE
Possibilità di visita guidata tramite la PROLOCO: visita del borgo, compreso teatro, salita alla Torre, le 3 chiese, Villa Malaspina dall’esterno. Su richiesta anche zona naturalistica (Golena+Impianto Idrovoro Torrione con spostamento in autonomia) e organizzazione del pranzo (o indicazioni su ristoranti).
CONTATTARE LA PROLOCO PER LA VISITA GUIDATA SOLO SE SI HA UN GRUPPO DI MINIMO 15 PERSONE (al costo totale di 60 €).
NOLEGGIO BICICLETTE
È richiesta la prenotazione anticipata (T: 335/6955053 E: proloco-gualtieri@libero.it) per noleggiare biciclette per visitare il borgo e la golena
CONTATTI
Proloco Gualtieri
T: 3356955053
E: proloco-gualtieri@libero.it
Nei dintorni
LA GOLENA
Particolarmente suggestivo e avvolgente è il paesaggio che si attraversa dirigendosi verso il fiume Po. Si passa per l’oasi naturalistica, un’area protetta, denominata del Caldarèn (piccolo secchio), una distesa infinita di pioppi e salici bianchi, sorta in un ex cava di argilla.
In questa riserva può accadere di frequente di scorgere corvi, aironi o uccelli acquatici, così come ricci, lepri, donnole e volpi. Qui visse anche Antonio Ligabue per stare a maggiore contatto dei suoi amati animali e rifugiarsi dagli abitanti del paese con cui i rapporti erano spesso difficili. Era da questi soprannominato “il matto del paese”.
Contattando la Proloco è possibile partecipare a una visita guidata e scoprire questo affascinante paesaggio naturale che non mancherà di emozionare.
PIEVE SALICETO (a 2 km)
La presenza dell’antica chiesa dell’Annunciazione della Beata Vergine conferisce a questa frazione la sua importanza storica. Il Santuario vi era già nel periodo in cui Brescello era sede vescovile (389-603 d.C.) ma il ruolo di Pieve divenne via via minore dopo la venuta della famiglia Bentivoglio a Gualtieri e l’edificazione della Chiesa di Santa Maria della Neve.
Nel XX secolo si dà avvio a un piano di restauro con la creazione di centri di ricreazione e nuove scuole, in cui fu maestro elementare Benito Mussolini.
La Chiesa dell’Annunciazione della Beata Vergine è ritenuta una delle chiese settecentesche più belle della zona del Po. Dalla struttura architettonica originaria ben conservata, vanta stucchi settecenteschi di particolare pregio di Martino Ferraboschi, sia sul portale sia sull’altare.
BOTTE BENTIVOGLIO – IMPIANTO IDROVORO TORRIONE
Quando ci si trova nella scenografica Piazza Bentivoglio, dinanzi alla magnificenza di Palazzo Bentivoglio, è difficile immaginare che qui, secoli fa, vi erano solo paludi e acquitrini. Iniziarono opere di bonifica prima i romani, quindi i monaci benedettini e infine i Gonzaga ma la vastità dell’area richiedeva un intervento di grande portata. Si trattava di regolare lo scolo delle acque piovane, predisporre un’efficace irrigazione, consentendo così di recuperare ampi territori da destinare all’agricoltura.
Nel 1561 Cornelio Bentivoglio, futuro Marchese di Gualtieri, ricevette l’incarico di dirigere l’opera della Grande Bonifica. Nel 1576, in tre mesi viene realizzata la Botte, un capolavoro di ingegneria idraulica, ancora oggi funzionante e, su richiesta, visitabile.
Curiosità
L’AFFASCINANTE STORIA DEL TEATRO AL CONTRARIO
Amore, passione, incoscienza, entusiasmo, coinvolgimento, solidarietà, amore per la propria terra, senso di comunità, valori, sogni…
Nel 1775, quando Palazzo Bentivoglio è di proprietà del Comune, all’architetto G.B. Fattori viene l’idea di costruire un teatro, nello spazio all’epoca occupato dal chirurgo del paese. Nell’autorizzazione alla costruzione si legge “per togliere dall’ozio e portare ad attività culturali i giovani nei periodi di inattività”.
Teatro vuol dire cultura, erudizione, conoscenza, scoperta. E così viene eretto un piccolo teatro, ligneo, in cui recitano compagnie di teatro dialettale. Pian piano l’attività si fa sempre più fervente, il pubblico sempre più numeroso. All’epoca uno dei pochi teatri coperti per il pubblico, verrà chiamato Teatro Principe. Purtroppo, però, alla fine del 1800, forse per la caduta di una lampada ad olio prende fuoco subendo gravi danni.
Pur essendo inagibile da tempo, la cittadinanza chiede a gran voce la sua ristrutturazione, con tanto di ampliamento. Il Comune si rivolge in tale occasione anche ai privati che, con il versamento di 2000 lire totali, daranno vita alla Società dei Palchettisti: i soci sono infatti proprietari singolarmente dei palchetti. Nel 1905 apre quindi il Teatro Sociale in gestione per 99 anni a detta società.
Probabilmente è uno dei teatri più grandi della zona: viene aggiunto il loggione e ampliato il palco per ospitare anche operette, le cui scenografie richiedono parecchio spazio. Nel 1912 verrà addirittura sfondato un muro per un ulteriore ampliamento, un muro però portante che porterà alla costruzione del simbolo del teatro, l’arco a sesto acuto di sostegno del tetto.
Tra le due guerre mondiali il teatro è in piena attività; non solo opere teatrali, bensì anche eventi tra cui feste di carnevale, spettacoli per marionette e veglioni di capodanno. Nel frattempo inizia a diffondersi il cinema e così anche il teatro di Gualtieri proietterà film. Film che attireranno anche il pittore Ligabue, che qui trascorse parecchie ore. Col tempo però, l’edificio inizia a presentare problemi strutturali che porteranno alla chiusura del teatro. I soldi sono finiti. Nel 1979 viene chiuso e nel 2004 si scioglie la Società dei Palchettisti.
Nel 2005 un gruppo di ragazzi entra nel teatro e se ne innamora malgrado le pessime condizioni. Iniziano subito coi lavori e decidono di utilizzarlo quasi così com’è. Il palcoscenico, assente, prenderà il posto della platea, invertendo i due spazi. Nasce così il teatro al contrario. Nel 2006 escogitano l’idea di una finta vendita all’asta del teatro per richiamare l’attenzione e far sapere a tanti della sua esistenza. Dopo 3 anni di lavori, a cui contribuiscono amici, volontari e artigiani, sia del luogo sia dei dintorni, anche i cosiddetti “murATTORI”, e con l’aiuto del comune, nel 2009 il teatro riapre!
Da allora è sempre in attività ed è divenuto un progetto di rilievo nazionale e internazionale. Il gruppo di ragazzi che ha ridato vita a questo meraviglioso teatro oggi è responsabile della direzione artistica anche di eventi e rassegne musicali e culturali del paese e dintorni. Ezio Bosso, nel 2012, ha tenuto un concerto per la prima volta in questo teatro, di cui si è innamorato e ne ha sposato la causa.



















